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l'Agricoltura

Dal passato al futuro: cosa ha detto davvero Lollobrigida sul vino piemontese

Nel corso della visita, il ministro ha richiamato la figura di Camillo Benso di Cavour, sottolineandone il ruolo nello sviluppo del settore

Dal passato al futuro

Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha visitato il padiglione del Piemonte al Vinitaly di Verona, incontrando l’assessore regionale Paolo Bongioanni e alcuni produttori vitivinicoli

Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha visitato il padiglione del Piemonte al Vinitaly di Verona, incontrando l’assessore regionale Paolo Bongioanni e alcuni produttori vitivinicoli presenti alla manifestazione. Nel corso della visita, il ministro ha richiamato la figura di Camillo Benso di Cavour, sottolineandone il ruolo nello sviluppo del settore agricolo come ambito economico.

Secondo quanto dichiarato, Cavour avrebbe contribuito a trasformare l’agricoltura da attività legata esclusivamente al sostentamento a leva di crescita economica, intuendo il valore produttivo e commerciale del comparto alimentare. Lollobrigida ha inoltre evidenziato il contributo del Piemonte, caratterizzato da numerose indicazioni geografiche e da una produzione vinicola rilevante anche sui mercati internazionali. In questo contesto si inserisce il lavoro svolto negli ultimi anni per la candidatura della cucina italiana a patrimonio Unesco, sviluppato anche in collaborazione con la Regione.

Nella mattinata di ieri il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha visitato il padiglione, definendo il Vinitaly un appuntamento strategico per il territorio. L’evento, secondo quanto riferito, rappresenta un momento di promozione non solo del vino, ma anche delle filiere collegate, tra cui turismo, occupazione ed economia locale. La Regione conferma la propria presenza alla manifestazione insieme ai produttori, con l’obiettivo di rafforzare la visibilità sui mercati.

L’assessore Bongioanni ha sottolineato l’impostazione del padiglione, organizzato come spazio aperto dedicato all’incontro tra operatori e buyer. Durante la visita sono state inoltre effettuate tappe presso alcune aziende, con riscontri positivi da parte degli operatori internazionali.

Nel corso del Vinitaly si è svolto anche il passaggio di consegne tra Alta Langa Docg e Asti Docg come “vino piemontese dell’anno”. Alla cerimonia hanno partecipato i rappresentanti dei consorzi, tra cui Stefano Ricagno e Giovanni Minetti.

Per il 2026, l’Asti Docg sarà il prodotto di riferimento nelle attività promozionali legate al marchio regionale “Piemonte Is – Eccellenza Piemonte”, che comprendono fiere, eventi e iniziative istituzionali dedicate ai prodotti certificati. Tra le iniziative previste figura anche lo sviluppo di nuove modalità di consumo, con particolare attenzione al mercato più giovane.

Secondo i dati richiamati dai rappresentanti del settore, l’Asti Docg è tra i vini piemontesi con maggiore diffusione all’estero e ha un impatto economico significativo nelle aree di Langhe, Monferrato e Roero. Il prodotto si colloca nel segmento delle bollicine aromatiche a base di moscato, con caratteristiche che lo rendono adatto a diversi contesti di consumo, inclusi quelli legati alla miscelazione.

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