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Leishmaniosi nel cane: in primavera scatta l’allarme, cresce il rischio in tutta Italia

Con l’aumento delle temperature tornano i flebotomi: prevenzione indispensabile per evitare il contagio

Leishmaniosi nel cane: in primavera scatta l’allarme, cresce il rischio in tutta Italia

Con l’arrivo della primavera si riapre una delle fasi più delicate per la salute dei cani in Italia: quella legata alla Leishmaniosi. Il riscaldamento delle temperature favorisce infatti la ripresa dell’attività dei flebotomi, insetti vettori del parassita Leishmania infantum, responsabile di una malattia complessa e potenzialmente grave.

Un rischio ormai diffuso su tutto il territorio nazionale

Se un tempo la Leishmaniosi era considerata un problema soprattutto delle zone più calde, oggi la situazione è cambiata radicalmente. La malattia è ormai definita endemica in tutta Italia, con livelli di diffusione diversi ma presenti in ogni regione.

Le aree più colpite restano il Centro-Sud e le isole, con particolare incidenza in regioni come Lazio, Toscana, Campania, Calabria, Sicilia, Sardegna e Liguria. In questi territori la presenza del parassita può arrivare a interessare una percentuale molto elevata della popolazione canina esposta.

Secondo dati veterinari e sanitari aggiornati, in alcune zone del Sud Italia e delle isole si stima che fino a un cane su due possa entrare in contatto con il parassita. Anche il Nord non è più escluso: sono stati segnalati casi in crescita in regioni come Piemonte, Veneto, Trentino e Friuli Venezia Giulia, segno di una diffusione legata anche ai cambiamenti climatici.

Come avviene il contagio

Un punto fondamentale da chiarire è che la Leishmaniosi non si trasmette direttamente tra animali. Il contagio avviene esclusivamente tramite la puntura del flebotomo infetto, che funge da vettore del parassita.

Il cane, una volta punto, diventa ospite del microrganismo, che può iniziare a diffondersi lentamente nell’organismo. Non esiste quindi alcun rischio di “contagio diretto” tra cani malati e sani né tra cane e uomo.

Il cane come serbatoio del parassita

I cani rappresentano il principale serbatoio biologico della Leishmania. Quando un flebotomo si nutre del sangue di un animale infetto, ingerisce il parassita che completa il proprio ciclo vitale all’interno dell’insetto, diventando nuovamente infettivo per altri ospiti.

Il parassita, una volta entrato nell’organismo del cane, viene trasportato da alcune cellule del sistema immunitario e può raggiungere diversi organi e tessuti, rendendo la malattia sistemica.

Sintomi e sviluppo della malattia

La Leishmaniosi può rimanere silente per mesi o anni, rendendo difficile una diagnosi precoce senza controlli specifici.

Quando si manifesta, i segnali più comuni includono:

  • dimagrimento progressivo

  • stanchezza persistente

  • alterazioni del mantello e perdita di pelo

  • problemi cutanei e dermatiti

  • crescita anomala delle unghie

  • disturbi oculari

Nelle fasi più avanzate possono essere coinvolti anche i reni, con rischio di insufficienza renale, una delle complicanze più gravi della malattia.

Diagnosi e gestione clinica

La diagnosi avviene tramite esami del sangue specifici che permettono di individuare la presenza del parassita o la risposta immunitaria dell’organismo.

Non esiste una cura definitiva capace di eliminare completamente la Leishmaniosi. Le terapie disponibili hanno lo scopo di controllare la malattia, ridurre la carica parassitaria e migliorare la qualità di vita del cane.

Tra i farmaci più utilizzati rientrano gli antiprotozoari, come l’allopurinolo, spesso integrati da trattamenti di supporto per reni, fegato e sistema immunitario. La gestione deve essere sempre personalizzata e seguita da un medico veterinario.

Prevenzione: l’arma più efficace

Poiché la malattia non è completamente guaribile, la prevenzione rappresenta lo strumento più importante.

I principali metodi includono:

  • utilizzo di repellenti antiparassitari specifici contro i flebotomi

  • applicazione di collari o spot-on protettivi

  • riduzione dell’esposizione del cane nelle ore serali e notturne, quando gli insetti sono più attivi

Il vaccino disponibile non impedisce totalmente l’infezione, ma può contribuire a ridurre la probabilità di sviluppare forme gravi stimolando la risposta immunitaria.

Un problema in evoluzione

La Leishmaniosi non è più una malattia confinata a poche aree geografiche: la sua diffusione in Italia e in Europa è in crescita, anche a causa delle condizioni climatiche sempre più favorevoli ai vettori.

Per questo motivo la consapevolezza dei proprietari e la prevenzione costante durante tutta la stagione calda sono oggi elementi essenziali per proteggere la salute dei cani.

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