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i Professionisti stranieri

Piemonte, sanità sotto pressione: 3.224 professionisti senza titoli validati

Si tratta di professionisti che non possono essere iscritti all’Ordine dei Medici e Odontoiatri, in quanto privi del riconoscimento ufficiale

Piemonte, sanità sotto pressione

Immagine di repertorio

In Piemonte sono 3.224 i professionisti sanitari stranieri extra-UE inseriti nel sistema sanitario regionale senza il riconoscimento formale del titolo da parte del Ministero della Salute. Il dato è stato evidenziato dall’Ordine dei Medici di Torino, che ha segnalato la necessità di superare l’attuale fase emergenziale. Tra questi operatori si contano 518 medici, oltre 160 odontoiatri, oltre a infermieri, fisioterapisti, farmacisti e operatori socio-sanitari. Si tratta di professionisti che non possono essere iscritti all’Ordine dei Medici e Odontoiatri, in quanto privi del riconoscimento ufficiale dei titoli. Il numero è in crescita: erano 2.445 a giugno 2025, con un incremento significativo nel corso dell’ultimo anno.

Il ricorso a personale formato all’estero è stato confermato dalla Regione Piemonte per far fronte alla carenza di organico. Con la determina n. 204 del 3 aprile 2026, è stato aggiornato l’elenco dei professionisti autorizzati all’esercizio temporaneo. La misura si inserisce nel quadro normativo previsto dai decreti legge emanati durante la pandemia, che consentono deroghe alle procedure ordinarie di riconoscimento dei titoli, prorogate fino al 31 dicembre 2029. In base a queste disposizioni, i professionisti possono essere inseriti in un elenco regionale speciale sulla base di titoli autocertificati, senza una verifica completa del percorso formativo secondo gli standard previsti dal D.Lgs. n. 206/2007. La Regione effettua controlli documentali, ma non valuta nel dettaglio la formazione né le competenze linguistiche, come la conoscenza dell’italiano.

Secondo il presidente dell’Ordine dei Medici di Torino, Guido Giustetto, la situazione non riguarda solo il Piemonte ma rappresenta una criticità nazionale, con possibili effetti sull’organizzazione dei servizi sanitari e sulla qualità dell’assistenza. Il sistema si regge su un equilibrio tra la necessità di coprire le carenze di personale e il ricorso a strumenti emergenziali. Ulteriori criticità riguardano la temporaneità dell’impiego, che può generare condizioni di precarietà lavorativa, e la mancanza di una disciplina strutturale condivisa a livello nazionale, in attesa di un’intesa in Conferenza Stato-Regioni.

Per quanto riguarda gli odontoiatri, l’Ordine segnala una situazione diversa rispetto ad altre professioni, evidenziando che in Piemonte non si registra una carenza significativa. Viene inoltre sottolineata la necessità di verifiche sui percorsi formativi e sulle competenze linguistiche, considerate fondamentali per garantire la sicurezza delle cure e la comunicazione con i pazienti. L’Ordine dei Medici e la Commissione Albo Odontoiatri chiedono quindi l’introduzione di misure strutturali, tra cui il rafforzamento delle procedure di riconoscimento dei titoli, investimenti nella formazione e un sistema di controllo più rigoroso, per superare il ricorso prolungato a strumenti emergenziali.

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