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Tecnologia & industria
06 Gennaio 2026 - 11:50
Hyundai ha annunciato al CES di Las Vegas una svolta significativa per il proprio sistema produttivo: a partire dal 2028 i robot umanoidi Atlas - sviluppati dalla controllata Boston Dynamics - verranno impiegati nelle fabbriche americane, a partire dall’impianto in Georgia, con l’obiettivo di delegare ai robot le attività più faticose, pericolose e ripetitive nell’assemblaggio automobilistico. La società sudcoreana ha presentato la versione produttiva del robot Atlas, dotato di mani umane con sensori tattili, capace di sollevare fino a 50 kg e di operare in autonomia in ambienti industriali con temperature da -20°C a +40°C. Nella fase iniziale Atlas sarà utilizzato per la sequenziazione dei componenti, con un uso graduale anche in processi di assemblaggio e altre operazioni complesse, man mano che verranno validate sicurezza e qualità.
Hyundai ha inoltre annunciato l’intenzione di realizzare un impianto produttivo di robot umanoidi capace di sfornare fino a 30mila unità all’anno entro il 2028, anche se non sono ancora stati comunicati i costi unitari delle macchine. Il progetto si inserisce nella strategia di sviluppo della cosiddetta “physical AI”, ovvero sistemi di intelligenza artificiale integrati in hardware che raccolgono dati dal mondo reale e prendono decisioni autonome. La casa automobilistica collabora con partner tecnologici globali come Nvidia e Google per accelerare sviluppo e sicurezza delle soluzioni. La mossa, come riconosciuto anche dalla dirigenza di Hyundai, accende un dibattito occupazionale: da un lato riduce l’impegno fisico dei lavoratori e aumenta l’efficienza produttiva, dall’altro solleva timori legati alla possibile perdita di posti di lavoro. Hyundai, tuttavia, sostiene che l’adozione di robot umanoidi creerà nuove figure professionali dedicate alla gestione, manutenzione e supervisione dell’intelligenza artificiale implementata nelle fabbriche.
La prospettiva di un’industria automobilistica sempre più robotizzata apre inevitabilmente un confronto con la situazione attuale degli stabilimenti italiani, in particolare quelli del gruppo Stellantis. In Italia la produzione automotive mostra segnali di difficoltà strutturali: nel primo semestre del 2025 la produzione nei siti Stellantis è crollata di circa –26,9%, con tutti gli stabilimenti coinvolti in flessioni produttive e un utilizzo crescente di ammortizzatori sociali per gestire i cali di produzione e l’incertezza occupazionale.
Stellantis, pur investendo su innovazioni tecnologiche e sull’introduzione di soluzioni basate su intelligenza artificiale e automazione, lo fa soprattutto per migliorare l’efficienza produttiva e affrontare la transizione verso le tecnologie elettriche e digitali. Il gruppo organizza ogni anno il Factory Booster Day - l’evento dedicato a startup e fornitori per identificare strumenti innovativi (tra cui robotica, digital twin e sistemi AI) da applicare nella produzione globale, inclusi impianti europei e italiani. Allo stesso tempo, Stellantis ha avviato partenariati nel campo della robotica industriale: una delle principali aziende italiane del settore, Comau, storicamente legata al gruppo, è stata rilanciata con un investimento che punta ad espandere le competenze italiane nell’automazione avanzata.
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