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L'accordo
26 Gennaio 2026 - 13:10
Per Stellantis l’India torna a essere una scommessa concreta, diventando un’area dove l’accesso potrebbe finalmente essere sostenibile grazie alla svolta nei rapporti commerciali tra Nuova Delhi e Bruxelles. L’accordo di libero scambio tra Unione Europea e India, pronto per la firma politica nei prossimi giorni, rischia infatti di ridisegnare gli equilibri dell’industria automobilistica europea, offrendo ai grandi costruttori un varco in uno dei mercati più protetti e allo stesso tempo più promettenti al mondo.
Finora le barriere tariffarie hanno rappresentato un freno quasi invalicabile. Importare un’auto europea in India significava affrontare dazi che potevano superare il 100%, rendendo di fatto non competitivi i modelli prodotti nel Vecchio Continente. Il nuovo impianto dell’accordo punta invece a ridurre drasticamente questi ostacoli, creando le condizioni per una prima fase di ingresso controllato: meno volumi, ma maggiore sostenibilità economica.
In questo campo Stellantis può giocare una partita determinante. Il gruppo ha già dichiarato più volte l’importanza dei mercati emergenti per bilanciare la pressione sui margini in Europa e Nord America. L’India, con una classe media in espansione e una domanda automobilistica in crescita costante, rappresenta uno dei pochi bacini capaci di assorbire nuovi volumi nel medio periodo. Oggi l’India vale oltre 4 milioni di auto l’anno e punta a superare quota 6 milioni entro il 2030. Numeri che attirano tutti i grandi costruttori globali, ma che finora hanno premiato soprattutto i player locali e asiatici. I marchi europei restano ai margini, con una quota complessiva inferiore al 4%.
Per Stellantis la riduzione dei dazi apre una fase di test: ampliare l’offerta di modelli importati, misurare la risposta del mercato e valutare se e quando rafforzare la presenza industriale sul territorio. Resta però un limite significativo, ossia l’esclusione dei veicoli elettrici dalle agevolazioni tariffarie per i primi cinque anni. Una scelta che permette all’India di proteggere la propria filiera Ev, e che obbliga Stellantis a concentrarsi, almeno nella fase iniziale, su modelli termici e ibridi. Un compromesso che rallenta la transizione elettrica, ma non cancella l’attrattività complessiva del mercato.
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