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Prescrizione Tari

Tari non pagata: quando scatta la prescrizione e cosa cambia con atti, Covid e bonus 2026

Per la prescrizione la regola generale per i tributi locali come la Tari è il termine di 5 anni

Tari non pagata

La Tari è un tributo comunale destinato a coprire i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti; è dovuta da chi possiede o detiene locali o aree suscettibili di produrre rifiuti

La Tari è un tributo comunale destinato a coprire i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti; è dovuta da chi possiede o detiene locali o aree suscettibili di produrre rifiuti.

Per la prescrizione (in pratica: entro quanto tempo il Comune deve far valere la pretesa), la regola generale per i tributi locali come la Tari è il termine di 5 anni. Il conteggio, per ciascuna annualità, decorre in via ordinaria dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui il pagamento era dovuto: se entro quel periodo non arriva un atto valido, la richiesta può essere contestata come prescritta.

Il termine quinquennale può però interrompersi. Un atto formale notificato al contribuente (ad esempio avviso di accertamento, ingiunzione o cartella) fa ripartire il conteggio da capo, con un nuovo periodo di 5 anni a partire dalla notifica dell’atto.

Sui conteggi incide anche l’eccezione legata all’emergenza sanitaria: nel 2020 è stata prevista una sospensione di 85 giorni (tra 8 marzo e 31 maggio 2020) per vari termini collegati ad attività di controllo e riscossione, con effetti che, in base alle interpretazioni richiamate da commenti e giurisprudenza, possono riflettersi anche sui tributi locali.

Se la prescrizione risulta maturata, in genere non è sufficiente ignorare la richiesta: occorre far valere l’eccezione con strumenti come l’autotutela e, se necessario, con un ricorso nei termini previsti dagli atti notificati (la procedura concreta dipende dal documento ricevuto e dalle regole locali).

Infine, sul fronte agevolazioni, l’Autorità ARERA ha previsto un bonus sociale rifiuti: uno sconto del 25% sulla Tari/tariffa corrispettiva, riconosciuto automaticamente dal 2026 ai nuclei con ISEE sotto 9.530 euro (o sotto 20.000 euro con almeno quattro figli a carico).

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