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Economia

Incentivi 2026, la guida per le Pmi: perché il 2026 può essere l’anno giusto per investire

Con oltre 100 consulenze specialistiche, più di 30 contratti attivati e operazioni avviate per un valore complessivo superiore ai 15 milioni di euro, RivieraBanca e CDR Italia lavorano insieme per aiutare le imprese

Incentivi 2026, la guida per le Pmi: perché il 2026 può essere l’anno giusto per investire

Foto di repertorio

Gli incentivi agli investimenti tornano al centro dell’agenda economica delle imprese italiane. Con la Legge di Bilancio 2026, il Governo rilancia il superammortamento per i beni strumentali, offrendo alle Pmi un’importante aiuto fiscale per rinnovare macchinari, impianti e tecnologie produttive. Un’opportunità significativa che, però, richiede pianificazione, competenze e una corretta gestione finanziaria per essere realmente efficace. Qui nasce il modello di collaborazione tra RivieraBanca e Credit Data Research (CDR Italia), che da anni affiancano le imprese in percorsi strutturati di accesso al credito e alla finanza agevolata. Una sinergia che già nel 2025 ha prodotto risultati concreti: oltre 100 consulenze specialistiche, più di 30 contratti attivati e operazioni avviate per un valore complessivo superiore ai 15 milioni di euro, destinati a concretizzarsi nel biennio 2026-2027.

La nuova disciplina del superammortamento prevede scaglioni, tetti di spesa e aliquote differenziate, con finestre temporali precise: gli investimenti dovranno essere effettuati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028. Sono ammessi anche ordini effettuati nel 2025, purché la consegna dei beni avvenga nel 2026. Un quadro normativo articolato che rende determinante il ruolo della consulenza specializzata. “La collaborazione con CDR è nata con l’obiettivo di offrire alle imprese clienti uno strumento agile per valutare le proprie caratteristiche distintive, in un quadro normativo in continua evoluzione”, spiega Gianluca Conti, direttore generale di RivieraBanca. “Dal primo progetto ‘La Bussola della Qualità’ abbiamo progressivamente ampliato i servizi: dal Credit Passport al Business Plan, fino alla Finanza Agevolata. Più di recente, l’introduzione del questionario ESG ci ha consentito di accompagnare le imprese anche nei percorsi di sostenibilità”.

Nel 2025 la partnership ha generato oltre 150 incontri consulenziali sul territorio di riferimento della banca, coinvolgendo soprattutto Pmi, imprese manifatturiere e realtà del settore turistico-alberghiero. Le attività hanno spaziato dalla consulenza specialistica al finanziamento bancario, fino alla gestione dei crediti d’imposta e alla rendicontazione delle agevolazioni. “Oggi le imprese operano in un mercato sempre più complesso, con una normativa che spesso scoraggia l’accesso a strumenti che invece esistono e sono pienamente disponibili”, sottolinea Carlo Spagliardi, Ceo di CDR Italia. “Il nostro ruolo è semplificare questa complessità e affiancare le aziende passo dopo passo, trasformando le opportunità normative e finanziarie in progetti concreti di sviluppo”.

Guardando al 2026, la combinazione tra incentivi fiscali e credito bancario potrà sostenere investimenti produttivi, digitali e green. Per le imprese interessate, i passaggi chiave restano tre: diagnosi dei fabbisogni, pianificazione finanziaria e industriale, execution del progetto con monitoraggio e rendicontazione.

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