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IL REPORT

Piemonte, boom di imprese estere: ecco il settore più "straniero"

Ecco l'identikit delle attività e la mappa di dove si trovano

Boom di imprese straniere in Piemonte: +3% nel 2025. Salvano l'economia?

L'imprenditoria straniera continua a trainare l'economia piemontese, con un aumento del 3% nel 2025 che porta il totale a 55.434 imprese registrate, mentre il resto del tessuto produttivo cala dell'1,2%. Questo dinamismo contrasta la contrazione generale, compensando perdite decennali e elevando la quota estera al 13,3% del totale regionale.

Negli ultimi dieci anni, le imprese guidate da stranieri hanno registrato un saldo positivo di quasi 14.000 unità (+33,7%), contro le 36.000 perse dal comparto autoctono. A livello nazionale, il Piemonte ospita l'8,2% delle oltre 673.000 imprese straniere italiane (11,5% del totale), posizionandosi sesto per densità con il 13,3%, dietro Liguria (17,3%) e Toscana (16,8%).

L’imprenditoria straniera si conferma un pilastro strutturale del Piemonte, garantendo vitalità al nostro tessuto produttivo in una fase di contrazione della base tradizionale. Non assistiamo solo a una crescita numerica, ma a un irrobustimento qualitativo, con un progressivo passaggio verso modelli societari più solidi e strutturati. Dai settori storici come l'edilizia al nuovo dinamismo del turismo, queste realtà sono ormai indispensabili per la tenuta economica e l’attrattività dei nostri territori. Come sistema camerale, il nostro impegno resta quello di accompagnare questa evoluzione, favorendo un ambiente in cui lo spirito d'impresa possa tradursi in valore condiviso, occupazione e innovazione per tutto il Piemonte”, commenta Massimiliano Cipolletta, vice presidente Unioncamere Piemonte.

Settori trainanti

L’identikit dell’impresa straniera in Piemonte vede nelle costruzioni il suo baricentro naturale: con circa 18mila unità (il 32,8% del totale straniero), l'edilizia è il settore a più alta densità estera, dove quasi un’azienda su tre (28,1%) parla una lingua straniera. Seguono per rilevanza il commercio e gli altri servizi, che insieme coprono oltre il 45% delle iniziative imprenditoriali di origine estera. Degno di nota è anche il ruolo nel turismo, comparto in cui le imprese guidate da nati all'estero pesano per il 17,6% sul totale regionale, confermandosi una componente vitale per l'accoglienza e la ricettività locale.

Poco più un’impresa straniera su quattro è di nazionalità europea, mentre la restante parte è guidata da cittadini extra-europei (72,6%).

Sotto il profilo dell’assetto giuridico, la componente straniera conferma una spiccata predilezione per modelli d'impresa agili: ben il 79,1% delle realtà opera, infatti, come ditta individuale, formula che oggi rappresenta il 18,9% dell’intera platea regionale di questa categoria. Tuttavia, l'analisi evidenzia un progressivo irrobustimento gestionale: nel 2025 le società di capitale sono salite al 13,6%, raddoppiando il proprio peso specifico rispetto a dieci anni fa. Più contenuta la presenza di società di persone (6,7%) e altre forme (0,6%). Nonostante il trend di crescita delle forme societarie più evolute, l'imprenditoria straniera mantiene un profilo meno complesso rispetto alla media regionale, come dimostra l'incidenza ancora contenuta delle sue società di capitale sul totale piemontese (8,0%).

Settore Imprese straniere (31/12/2025) % sul totale straniero % straniere sul settore
Costruzioni 18.196 32,8% 28,1% 
Commercio 13.140 23,7% 14,7% 
Altri servizi 12.164 21,9% 9,3% 
Turismo 5.151 9,3% 17,6% 
Industria 3.246 5,9% 8,5% 
Totale 55.434 100% 13,3% 

Territorio

La distribuzione territoriale delle imprese straniere riflette una marcata polarizzazione verso la città metropolitana di Torino: circa 6 realtà su 10 hanno, infatti, sede legale in questo territorio. A seguire, per volumi assoluti, si attestano le province di Cuneo (10,1%) e Alessandria (9,1%). L’analisi della densità imprenditoriale rivela, invece, sfumature diverse: se Torino guida la classifica per incidenza sul tessuto locale (15,2%), Novara si conferma un polo di forte attrattività con il 13,6%. Al contrario, il peso della componente estera appare più contenuto nelle province di Cuneo (8,7%) e Biella (7,5%), dove la base produttiva mantiene una matrice più tradizionale.

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