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L'INIZIATIVA

Alba capitale dell’arte contemporanea: nascono “le fabbriche del vento” per cambiare il volto della città

Una visione condivisa dal sindaco Alberto Gatto, pronto a trasformare Alba in un modello internazionale

Alba cultura

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Il vento dell'arte contemporanea soffia forte su Alba. Dopo la proclamazione a Capitale Italiana dell'Arte Contemporanea 2027, la macchina organizzativa ha ufficialmente acceso i motori con la nascita dell’associazione “Le Fabbriche del Vento”. Un nome che omaggia Pinot Gallizio e che promette di trasformare il titolo in un’eredità duratura per tutto il territorio.

A guidare la sfida sarà una fuoriclasse del settore, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, affiancata da un team di soci fondatori che unisce impresa e cultura, da Nicolas Ballario a Valerio Berruti. L'obiettivo non è solo organizzare mostre, ma creare un ecosistema che coinvolga scuole, accademie e cittadini, abbattendo la diffidenza verso i linguaggi del presente. Il piano d’attacco si muove su tre binari: il forte legame con il territorio (con eventi preparatori già nel 2026), l’internazionalizzazione (mostre monografiche di alto profilo) e la legacy, ovvero l'eredità che resterà ai posteri. Il fiore all'occhiello sarà infatti la nascita della Biennale delle Langhe, Roero e Monferrato, destinata a diventare un appuntamento fisso nel calendario globale.

"Vogliamo portare l'arte nel quotidiano delle persone", ha dichiarato il direttore artistico Nicolas Ballario. Una visione condivisa dal sindaco Alberto Gatto, pronto a trasformare Alba in un modello internazionale dove la tradizione delle Langhe dialoga con le avanguardie del mondo.

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