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La storia

La vita dopo il tumore: Emily è venuta alla luce grazie al “Fertisave”

La diagnosi di carcinoma mammario nel 2018 e la corsa a congelare gli ovociti, 7 anni dopo diventano genitori

La vita dopo il tumore: Emily è venuta alla luce grazie al “Fertisave”

Trentanove anni e qualche mese. E una diagnosi di carcinoma mammario arrivata in modo inaspettato a inizio 2018. Una notizia difficile, che avrebbe reso più complesso, perfino impossibile, diventare mamma. Ma poi il consiglio di un'amica, che la informa della possibilità di preservare la proprio fertilità. E così 7 anni dopo, il 14 gennaio scorso, nasce Emily. La decima bimba nata al Sant'Anna con la tecnica di Procreazione Medicalmente Assistita (Pma) a seguito di tumore. "Un filo di apprensione ma tanta gioia, emozione. Era quello che volevamo", raccontano mamma - Francesca Greco - e papà Luca Verta ad appena 48 ore dalla nascita della loro prima bambina. E' difficile spiegare quello che provano, è ancora un po' un "work in progress", ammettono. E il luccichio dei loro occhi mentre osservano la piccola Emily dormire, pare spazzare via tutti gli anni di incertezze a timori che hanno dovuto affrontare. Rende forti e invincibili.

Era inizio 2018 quando Francesca riceve la diagnosi di tumore. Da lì a qualche mese avrebbe dovuto sottoporsi a cure invasive, alcune potenzialmente dannose per la sua fertilità, necessarie per affrontare la malattia. "Ma avevamo intenzione di avere un bambino. Una mia cara amica mi ha parla to di questa opportunità e in due o tre settimane ci hanno accolto qui", racconta Francesca. "E' necessario essere tempestivi.", conferma la dottoressa Francesca Salvagno, che fa parte dell'equipe del centro di Pma dell'ospedale ostetrico-ginecologico Sant'Anna. Entro i 10, 15 giorni gli ovociti devono essere congelati e l'ormonoterapia iniziare. Inoltre, per Francesca, pochi mesi di tempo per rientrare nel programma "Fertisave", attivo presso il Sant'Anna. "Lo facciamo fino ai 40 anni", spiega ancora Salvagno.

Così iniziano lunghi mesi in cui Francesca si sottopone in parallelo a chemioterapia e ormonoterapia. "Un po' invasive. Trentatrè sedute fino a marzo", spiega ancora la mamma, ripercorrendo con pragmatismo date e scadenze degli ultimi anni. Dopo avere atteso la fine delle cure, nel 2024, inizia però un iter totalmente diverso: la gravidanza. "Siamo sempre stati abbastanza tranquilli. Abbiamo provato a vivere tutto con normalità", continuano i due neogenitori. A rassicurare mamma e papà c'era un'anamnesi accurata, cui hanno fatto seguito tanti controlli. "Ho fatto il triplo degli esami e questa per me è stata una sicurezza. Hanno rassicurato molto", sottolinea ancora Francesca. Emily è nata con taglio cesareo programmato. Una settimana prima della scadenza e senza complicazioni. Oggi gode di buona salute. Alla sua nascita era presente anche il papà presente. "Io mi ricordo di essermi svegliata vedendo papà a fianco a lei", dice ancora, ricordando il parto. Un lieto fine permesso da un programma, quello di Fertisave, fiore all'occhiello del Centro del Sant'Anna, diretto con perizia dal professor Luca Marozio. "Abbiamo iniziato nel '97, con il congelamento di spermatozoi. Poi congelato tanti ovuli", spiega. Quelli scongelati non sono così tanti. Nell'ultimo anno e mezzo quello di Emily è l'unico caso.

Ma negli ultimi dieci anni, tiene a sottolineare il professore Morozio, è cambiato tantissimo. "Allattare dopo il carcinoma alla mammella era una cosa impensabile. Cosìccome affrontare un cancro o alre patologie durante la gestazione. Oggi si riesce ad arrivare in gravidanza con la patologia sotto controllo". Nel ribadire che "se ne dovrebbe parlare di più", Morozio fa riferimento anche ad un'opportunità che nell'ultimo decennio ha permesso a due bambine in Italia di potere diventare mamme, anche a seguito di leucemia. "Siamo la banca di tessuto ovarico per Liguria, Valle d'Aosta e Piemonte. Soprattutto bambini e adolescenti possono "lasciare" un pezzo di tessuto ovarico, assicurandosi poi opportunità di fertilità", aggiunge la dottoressa Salvagno.

Oggi, per chi desidera di essere mamma, la Regione Piemonte prevede la possibilità di potere accedere gratuitamente al programma del Sant'Anna in caso di tumori. Ma l'auspicio e appello insieme dell'equipe, è che questa possibilità possa essere estesa a tutte le patologie gonadolesive, come per esempio l'endometriosi, che ha un'elevata incidenza nelle donne over 30.

La gravidanza è stata presa in carico dalle dr. Francesca Salvagno, dr.ssa Emilie Marion Canuto e dalla dr.ssa Bernadette Evangelisti, dell'equipe del Professor Marozio, presso la Struttura Complessa di Ginacologia e Ostetricia Universitaria 1, del Presidio Ospedaliero Sant'Anna di Torino.

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