l'editoriale
Cerca
Il caso
25 Gennaio 2026 - 20:28
Centro Nascita Sant'Anna
E' stato accreditato da pochi giorni tra i migliori centri europei di ginecologia oncologica, l'ospedale ostetrico-ginecologico del Sant’Anna di Torino continua a essere un punto di riferimento internazionale. Ma accanto all’eccellenza nella cura dei tumori femminili, l’ospedale si confronta ogni giorno con una sfida sempre più complessa e meno raccontata: l’aumento delle gravidanze ad altissimo rischio, in particolare quelle legate all’obesità di terzo livello.
I numeri parlano chiaro. Su circa 5.300 parti all’anno, l’1,5% – circa 80 donne – arriva al momento del parto con un indice di massa corporea superiore a 40. Sono gravidanze estremamente complesse, che richiedono competenze specialistiche, percorsi dedicati e un lavoro multidisciplinare continuo.
«Non parliamo solo di obesità – spiega il dottor Corrado De Santis, direttore di Ostetricia e Ginecologia –. Queste pazienti quasi sempre presentano altre patologie associate: diabete preesistente o gestazionale, ipertensione, problemi cardiaci o renali. Il momento del parto è il più critico, sia per la madre che per il bambino».
A cambiare è il profilo delle future mamme. «La prima maternità è sempre più tardiva – osserva la dottoressa Emili Canuto, esperta di gravidanze complesse – e dopo i 40 anni le criticità aumentano in modo significativo. Oggi, però, siamo più preparati e più “permissivi”: seguiamo donne con trapianti, malattie autoimmuni, cardiopatie, patologie psichiatriche. Situazioni che in passato spesso portavano a consigliare l’interruzione di gravidanza».
Nel 2024, circa un quarto dei parti è stato indotto, spesso per ridurre i rischi. «Gravidanza a rischio non significa automaticamente parto cesareo – chiarisce De Santis –. In molti casi un parto vaginale indotto è meno rischioso di un intervento chirurgico, anche in situazioni complesse».
Nel caso dell’obesità severa, le criticità si moltiplicano. «L’anestesia è più difficile, l’eventuale intervento chirurgico è più complesso, e aumentano i rischi ostetrici», spiega Canuto. Per i neonati, i pericoli vanno dalla macrosomia – bambini molto grandi ma paradossalmente fragili, con possibili crisi ipoglicemiche – fino a una crescita insufficiente, che può predisporre a problemi metabolici futuri.
Per questo al Sant’Anna operano équipe integrate con diabetologi, nefrologi, cardiologi e anestesisti. «All’inizio seguivamo tutte le donne obese – racconta Canuto –. Oggi i casi di terzo livello sono così numerosi che ci concentriamo solo su quelli più gravi».
Questo lavoro si inserisce in una struttura che, sul fronte oncologico, è ormai riconosciuta a livello internazionale. «Al Sant’Anna l’oncologia è sempre più “al femminile” – sottolinea il direttore sanitario Umberto Fiandra –. Da un lato tumori molto diffusi come quello della mammella, dall’altro patologie più rare come i tumori addomino-pelvici, dove i risultati della prevenzione sono stati eccezionali».
Il tumore del collo dell’utero è l’esempio più evidente. «Negli anni Ottanta avevamo 15–20 nuovi casi al mese – ricorda De Santis –. Oggi siamo a 10–15 l’anno, grazie a screening e vaccinazione contro il virus l’Hpv. Si può quasi parlare di eradicazione».
Nel 2025 il Sant’Anna tratta tra 800 e 900 nuovi casi di tumore della mammella e circa 250 tumori pelvici. Numeri stabili. Quelli che calano, invece, sono i nuovi nati. Durante il 2025 i parti sono stati 5.300 per 5.440 nascite. Nel 2024 i parti erano stati 5.450 per 5.613 nascite.
Accanto alla cura dei tumori, il Sant’Anna è all’avanguardia anche nella preservazione della fertilità. «Con l’ambulatorio “Mamma e oltre” – spiega Canuto – offriamo il congelamento degli ovociti prima di terapie oncologiche potenzialmente tossiche. È un’opportunità concreta per molte giovani donne».
Tecniche simili vengono applicate anche in età pediatrica, come il congelamento di tessuto ovarico in bambine con leucemia. «Spesso siamo noi a proporlo – aggiunge – perché la finestra di tempo è molto stretta».
Sul piano organizzativo, la riorganizzazione del sistema sanitario non sembra preoccupare i clinici. «Per le pazienti dovrà essere tutto trasparente – spiegano –. I percorsi di cura non cambieranno. Il nostro obiettivo resta uno solo: curare i pazienti, garantendo sicurezza anche nei casi più complessi».
E tra eccellenza oncologica e nuove sfide ostetriche, il Sant’Anna resta un osservatorio privilegiato su come sta cambiando la salute delle donne – e delle madri – nel cuore di Torino.
I più letti
L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.
CronacaQui.it | Direttore responsabile: Andrea Monticone
Vicedirettore: Marco Bardesono Capo servizio cronaca: Claudio Neve
Editore: Editoriale Argo s.r.l. Via Principe Tommaso 30 – 10125 Torino | C.F.08313560016 | P.IVA.08313560016. Redazione Torino: via Principe Tommaso, 30 – 10125 Torino |Tel. 011.6669, Email redazione@torinocronaca.it. Fax. 0116669232 ISSN 2611-2272 Amministratore unico e responsabile trattamento dati e sicurezza: Giuseppe Fossati
Registrazione tribunale n° 1877 del 14.03.1950 Tribunale di Milano
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo..