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Il commento
26 Gennaio 2026 - 05:33
Federico Riboldi e Nadia Conticelli (Fonte Instagram)
Sulla carta è già cosa fatta. Nella pratica, un po’ meno. Dal 1° gennaio, con buona pace di opposizioni politiche e non - che nei mesi scorsi avevano mostrato con presidi e sit-in la propria contrarietà - la separazione dell’ospedale ostetrico-ginecologico Sant’Anna da Città della Salute, e il conseguente accorpamento all'ospedale infantile Regina Margherita è realtà. Lo sancisce una delibera approvata in Consiglio regionale lo scorso 4 dicembre.
Ma di nodi da sciogliere ne restano tanti. A partire da quello economico. «Si tratta di un’operazione “su carta”, che dà per scontato che l’operazione sia a costo zero, ma non è così», rivendica la Dem Nadia Conticelli. Secondo la consigliera, infatti, sarà necessario prevedere una nuova delibera comprensiva dei termini economici dell’operazione. Ma più di ogni altro continua a pesare anche l’aspetto politico. «Il valore del Sant'Anna è dentro Città della Salute. La medicina va in una direzione differente. I dati in modo non politico lo dicono. La sanità non è ideologica. È un errore e lo ribadiamo», conclude.
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