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Il caso
09 Maggio 2024 - 07:30
Non potevano accettare l’affronto di essere stati allontanati da quel locale da un ragazzo che aveva più o meno la loro età. Per questo hanno organizzato una spedizione punitiva e lo hanno preso a pugni e coltellate, realizzando una scena in stile Arancia Meccanica.
Gli aggressori sono quattro ragazzi giovanissimi, di cui due sono stati rinviati a giudizio immediato in questi giorni e finiranno a processo tra una settimana esatta (assistiti dagli avvocati Giacomo Bergesio e Monica Muci). Sono i più “vecchi” del gruppo e oggi hanno 21 anni. Gli altri due ne hanno 20 e 18, erano minorenni all’epoca dei fatti e per loro sono ancora in corso le indagini da parte della Procura dei minori. Tutti devono rispondere di lesioni personali pluriaggravate dall’utilizzo delle armi, dall’aver agito in più persone e dai futili motivi. In udienza il giovane aggredito, assistito dall’avvocato Carmelo Scialò, si costituirà parte civile.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il conducente è rimasto a bordo della Fiat 500 L con cui è arrivato il gruppo. Gli altri tre, invece, sono scesi e hanno minacciato il ragazzo, prendendolo per il bavero del giubbotto. Poi sono scattati i pugni al volto e i calci alle gambe. Fino a quando uno, il più giovane della baby gang, ha estratto un coltello e lo avrebbe usato per colpire più volte l’allora 18enne, ormai accasciato sull’asfalto e terrorizzato.
Il decreto che ha disposto il giudizio parla di «numerosi fendenti alla spalla sinistra, alla schiena e alla parte posteriore del collo» che hanno procurato «ferite superficiali da punta e da taglio», oltre a un «trauma cranico» con «frattura dell’osso parietale destro» e alcuni «focolai di emorragia endocranica», poi guariti a distanza di un mese. Tradotto, è stata una tragedia sfiorata: solo per miracolo l’arma non ha raggiunto la carotide. Stesso discorso per le fratture al cranio, che per fortuna hanno provocato molti meno danni di quelli che avrebbero potuto.
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