l'editoriale
Cerca
LA CRISI
15 Novembre 2025 - 19:20
«In un panorama economico torinese dove è cessata la preminenza della grande industria automobilistica, la produzione alimentare primaria si candida ad essere volano d’innovazione in tecniche e prodotti, un settore a disposizione di nuovi scenari che partano dalla produzione di cibo Made in Torino e Made in Piemonte».
Con questa speranza Coldiretti Torino ha presentato l’andamento economico del settore agricolo: una categoria messa in crisi da diversi fattori, tra cui il clima.
«Se chiudono le aziende agricole – sottolinea il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – è perché i costi di produzione sono troppo alti o perché gli agricoltori si trovano ad affrontare gli investimenti imposti dalla crisi climatica».
In particolare, i dati 2025 sottolineano una carenza nelle produzioni locali di carne, latte e cerali.
Le imprese agricole attive nella provincia di Torino sono 11.094, con prevalenza nella produzione di fonti primarie di proteine animali, seguita da cereali e ortofrutta. Si tratta principalmente di coltivatori diretti con aziende a conduzione familiare storica. Crescono le aziende guidate da donne, e si vive un buon ricambio generazionale. Tuttavia, in 10 anni il numero delle imprese è diminuito del 10%.
Danni ingenti hanno colpito cereali e orticole a causa di grandinate, bombe d’acqua e venti di tempesta durante la fase di crescita delle piantine, oltre ai terreni allagati che hanno soffocato alcune colture. Il caldo tardo primaverile, invece, ha provocato fenomeni di scottatura della frutta. Un’altra minaccia è la diffusione della Popillia japonica, coleottero giapponese che ha già danneggiato le viti in Canavese.
In questo quadro, l’agricoltura torinese risente anche degli effetti della speculazione mondiale sul cibo e delle crisi di approvvigionamento di materie prime come i fertilizzanti dovuti alle crisi politiche globali.
Le patologie come la Dermatite o il virus della Lingua Blu, sono anch’esse conseguenze del clima mutevole. Inoltre, negli ultimi mesi della scorsa annata agraria, si era assistito ad una ripresa delle quotazioni dei bovini, sia da allevamento che da macello.
Le conseguenze? Listini a livelli record.
Questo trend è dovuto alla mancanza di carne sul mercato, che ormai dipende al 50% dalle importazioni.
Questi dati offrono uno spaccato reale sul «settore che non a caso è chiamato “primario” - ricorda il direttore di Coldiretti Torino, Carlo Loffreda - di cui però sempre più spesso sfugge l’importanza».
I più letti
L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.
CronacaQui.it | Direttore responsabile: Andrea Monticone
Vicedirettore: Marco Bardesono Capo servizio cronaca: Claudio Neve
Editore: Editoriale Argo s.r.l. Via Principe Tommaso 30 – 10125 Torino | C.F.08313560016 | P.IVA.08313560016. Redazione Torino: via Principe Tommaso, 30 – 10125 Torino |Tel. 011.6669, Email redazione@torinocronaca.it. Fax. 0116669232 ISSN 2611-2272 Amministratore unico e responsabile trattamento dati e sicurezza: Massimo Massano
Registrazione tribunale n° 1877 del 14.03.1950 Tribunale di Milano
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo..