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IL CASO

Prati violati a Druento: degrado e inciviltà in via De Gasperi

L’appello dei residenti contro l’abbandono di rifiuti, più controlli per tutelare le aree agricole

Prati violati a Druento: degrado e inciviltà in via De Gasperi

I prati di via De Gasperi non sono una terra di nessuno, ma un’area agricola privata che merita rispetto e tutela. La denuncia arriva direttamente dai social, dove un residente ha dato voce all'esasperazione dei proprietari terrieri di fronte a una deriva fatta di degrado e inciviltà. Le aree situate davanti al golf, all’Oca Ceca e lungo la direttrice sterrata, pur essendo proprietà private regolarmente coltivate, sono da tempo oggetto di abusi che superano il confine della semplice tolleranza.

Il quadro descritto è inquietante: sacchi di rifiuti abbandonati, scarico illecito di macerie, incursioni di moto da cross tra le colture e persino comportamenti indecenti in pieno giorno. Una situazione di anarchia che trasforma zone destinate all'agricoltura in discariche a cielo aperto o aree cani senza controllo. La normativa in merito è tuttavia rigorosa: l’abbandono di rifiuti comporta sanzioni amministrative oltre i 3.000 euro e profili di rilevanza penale, così come l’accesso non autorizzato con mezzi a motore configura violazioni sanzionabili con multe elevate e il sequestro dei mezzi.

L’appello della comunità è rivolto con fermezza anche all'amministrazione comunale e agli uffici tecnici. Si richiede un intervento concreto che vada oltre la retorica del "verde": sono necessari controlli periodici, una segnaletica chiara e l'applicazione di sanzioni per chi ignora le regole di convivenza civile. Gli strumenti normativi e tecnologici per il monitoraggio del territorio esistono, ma occorre la volontà politica di attuarli per proteggere il presidio ambientale e il decoro urbano.

Difendere via De Gasperi significa riconoscere che i campi e le strade poderali non sono scenografie per svaghi senza regole, ma il frutto del lavoro quotidiano degli agricoltori. Il patto di convivenza proposto è semplice: il diritto di godere del paesaggio deve coincidere con il dovere di preservarlo. Senza un intervento immediato delle istituzioni, il rischio è la perdita definitiva di un’identità territoriale che rappresenta uno dei principali motivi per cui i cittadini scelgono di risiedere in queste zone della provincia torinese.

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