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Il paese è “assediato” dai lupi e il sindaco scrive al prefetto di Torino: «Aprire la caccia»

Il primo cittadino ha scritto anche al presidente della Regione: «Sentiamo gli ululati, residenti chiusi in casa per la paura»

Il paese è “assediato” dai lupi e il sindaco scrive al prefetto di Torino: «Aprire la caccia»

Il paese è “assediato” dai lupi e il sindaco scrive al prefetto di Torino: «Aprire la caccia»

Animali sbranati e residenti chiusi in casa mentre dai boschi vicini si alzano lugubri e minacciosi gli ululati dei lupi.
Non è l’inizio dell’ultimo film horror in programmazione nelle sale cinematografiche e dedicato ai lupi mannari ma quanto avverrebbe in alta Val Chisone, dove alcuni paesi e frazioni sarebbero “assediati” dai branchi di lupi, tanto da convincere il sindaco di Roure, Rino Tron, a prendere carta e penna e a scrivere al prefetto e al presidente della Regione per chiedere un intervento. Cioè, in sostanza, aprire la caccia per limitare il numero dei predatori sul territorio.

Una «lettera esposto» come la definisce lui stesso inviata anche agli assessori regionali Marco Gallo e Paolo Bongioanni, ai carabinieri forestali, all’Unione montana e ai colleghi sindaci dei paesi vicini (Pragelato, Usseaux e Fenestrelle) dopo che «io stesso l’altra sera uscendo dal municipio, ho sentito gli ululati: erano molto vicini». L’ultimo episodio di una serie, visto che gli ululati erano già stati segnalati anche nelle frazioni, così come l’aumento delle predazioni di animali da pascolo «in prossimità ed all’interno dei centri abitati sia nelle ore notturne sia diurne». Episodi che «mettono in allarme la popolazione inducendola a non uscire liberamente per la preoccupazione di aggressioni» anche in seguito a quanto avvenuto questa estate «nell’area di Pian dell’Alpe dove un pastore ha dovuto venire trasportato al pronto soccorso di Pinerolo per le ferite riportate a seguito di accertata aggressione da lupo».

«Io sono in amministrazione dal ‘98 - spiega il sindaco - ma la situazione è molto peggiorata negli ultimi 2 anni. Attualmente in alta Val Chisone risultano essere presenti almeno 5 branchi per un totale di circa 28-30 esemplari. Un numero che è aumentato di molto negli ultimi tempi e che, oltre a spaventare residenti e turisti, mette a rischio anche i nostri alpeggi, con gli allevatori che minacciano di non venire più». E quindi ecco la decisione di scrivere per chiedere alle autorità competenti «di porre in essere ogni provvedimento di gestione della specie (che come è noto è attualmente consentito dalla normativa in vigore) al fine di contenere la crescita, attualmente fuori controllo, di questa specie divenuta problematica». Il riferimento, evidente, è alla recente declassificazione della specie che, di fatto, apre le porte alla possibilità dell’abbattimento selettivo, e quindi alla caccia con fucile, in caso di necessità. «Sia chiaro - conclude il sindaco - io sono per la protezione della specie. Però bisogna fare in modo che i problemi non diventino ingovernabili».

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