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IL CASO

Nella cascina del delitto, l’altra tragedia: trovate 15 capre morte di fame e sete a Caselle

Trovate capre morte e altre vive ma stremate. Intervengono Asl To4 e polizia locale

Nella cascina del delitto, l’altra tragedia: 15 capre morte di fame e sete a Caselle

C’è un silenzio che urla più del sangue tra le mura della cascina di strada Torino a Caselle. Nelle stesse ore in cui il paese riceveva la notizia della morte di Luciana “Cat” Berro, la 65enne colpita alla testa con una pistola sparachiodi e deceduta ieri al San Giovanni Bosco di Torino, un sopralluogo della Polizia Locale e dell’Asl To4 ha svelato un’altra tragedia parallela.

All’interno della proprietà, un tempo luogo di vita e lavoro, sono state trovate quindici capre morte. Altre quindici, ancora vive ma in condizioni disperate, lottavano contro la fame e la sete in un contesto di totale abbandono. Gli animali, rimasti senza cure dopo l’arresto di Paolo Ferri (40 anni, figlio della vittima e accusato dell'omicidio), si sono trasformati in vittime collaterali di una follia familiare che non ha risparmiato nessuno. Senza cibo né acqua, le capre sono morte di stenti o si sono ferite mortalmente tra loro in una disperata lotta per la sopravvivenza. 

È il ritratto impietoso di una "zona d'ombra" che si apre quando la violenza spezza una famiglia: mentre l'attenzione della giustizia si concentrava sul delitto, nella stalla la vita si spegneva lentamente, dimenticata da tutti. Gli agenti e i sanitari hanno provveduto a rimuovere le carcasse e a nutrire i sopravvissuti, il cui destino è ora al vaglio delle autorità. Resta il peso morale di una cascina che, da teatro di un crimine efferato, è diventata specchio di un crollo umano e ambientale totale, dove chi non ha voce ha pagato il prezzo più alto del silenzio.

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