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04 Febbraio 2026 - 17:52
È stato convalidato oggi dal Gip del tribunale di Busto Arsizio il fermo a carico del sinto Rayan Massa, 18 anni, figlio di Adamo Massa, il rapinatore di 37 anni morto dopo essere stato ferito durante una tentata rapina in abitazione lo scorso 14 gennaio a Lonate Pozzolo, nel Varesotto. Il giudice ha disposto per il giovane gli arresti domiciliari, a Nichelino, respingendo la richiesta di custodia in carcere avanzata dalla procura.
Secondo gli inquirenti, il 18enne avrebbe fatto da complice al padre, insieme a un terzo uomo tuttora ricercato, nel colpo ai danni di Jonathan Rivolta, 33 anni. Quest’ultimo, stando alla ricostruzione investigativa, avrebbe reagito all’aggressione colpendo mortalmente Adamo Massa con un coltello nel tentativo di difendersi. Rayan Massa, assistito dall’avvocato William Voarino, si era costituito ed era stato fermato nella giornata di ieri. Questa mattina è comparso davanti al Gip Anna Giorgetti per l’udienza di convalida. Davanti al giudice si è richiamato a una memoria scritta già depositata, sostenendo di essere rimasto all’esterno dell’abitazione durante la rapina e di aver sentito il padre, entrato da solo, urlare poco prima che la situazione precipitasse. Secondo la sua versione, dopo il ferimento sarebbe scattata la fuga a bordo di un’Audi con targa clonata, guidata dal terzo complice, con il padre gravemente ferito a bordo. Un racconto che contrasta con quello della vittima, Jonathan Rivolta, che ha invece parlato di due uomini entrati in casa. Il pubblico ministero Nadia Calcaterra, titolare dell’inchiesta, aveva chiesto per il 18enne la custodia cautelare in carcere, ritenendo sussistenti gravi indizi di colpevolezza e il rischio di reiterazione. Il Gip ha invece disposto gli arresti domiciliari nell’abitazione del giovane a Nichelino, in provincia di Torino.
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