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SICUREZZA STRADALE

Strade a pezzi: il paradosso dell’asfalto a San Mauro, scoppia la polemica

Piogge, neve e asfalto a pezzi: cittadini esasperati, 1,38 milioni di multe ma interventi ancora insufficienti

San Mauro, l’asfalto che si sbriciola: via XXV Aprile diventa una trappola

È il rumore sordo di una sospensione che sbatte, il guizzo improvviso di una moto che ondeggia per evitare un cratere. A San Mauro Torinese, la strada non è più un semplice percorso: è diventata un campo minato. Le ultime piogge e la neve hanno dato il colpo di grazia a un manto già esausto, specialmente in via XXV Aprile, dove la carreggiata si è letteralmente aperta. Poco più in là, la "pelle di coccodrillo" si stacca a pezzi, lasciando una scia di frammenti letali per chi viaggia su due ruote.

Il quadro del degrado è ampio e tocca i punti nevralgici della città: via Casale, via Torino, via delle Pietre e l’area del Ponte Nuovo. Proprio qui, un residente ha denunciato un cratere profondo fino alla caviglia: "Se ci finisce una moto, si ammazza". Ma oltre al fango e al bitume che salta, c'è un numero che scotta: nel 2025 il Comune ha accertato oltre 1,38 milioni di euro di entrate dalle sanzioni della Polizia Locale, derivanti in gran parte dai semafori T-red.

La legge parla chiaro: una quota significativa di questi proventi deve essere destinata alla sicurezza stradale. Eppure, a San Mauro, la sensazione è quella di una città che rincorre l’emergenza con "toppe" provvisorie invece di un piano strutturale. Dal Palazzo Municipale si richiamano difficoltà di bilancio, ma quando l'asfalto mostra segni di collasso, il tema diventa una precisa responsabilità politica. Serve davvero un incidente grave per imprimere l'urgenza necessaria?

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