Cerca

IL CASO

Ivrea, il giardino del ricordo che divide: una targa per tutte le vittime scatena la polemica

Targa inclusiva, panchine, e accuse incrociate da destra e sinistra

Ivrea, il giardino che divide la memoria: tra inclusione e polemiche nel Giorno del Ricordo

Può un giardino mettere d’accordo un intero secolo di memorie ferite? A Ivrea si è provato a farlo il 10 febbraio 2026, inaugurando l'area verde tra via dei Mulini e via Grande Torino. L’intento dell'amministrazione guidata dal sindaco Matteo Chiantore era unire; il risultato, per ora, è un coro dissonante di critiche.

Sulla targa di marmo bianco, la dedica abbraccia "le vittime del nazi-fascismo e dei totalitarismi, la resistenza, gli internati, i Deportati, gli Infoibati e i soldati di tutte le guerre". Un perimetro larghissimo che ha sollevato polveroni speculari. Da sinistra, Franco Giorgio critica l'accostamento definendolo un "minestrone" che rischia di annullare i contesti storici. Da destra, Andrea Cantoni parla di una targa che "grida vendetta" e di una scelta di location poco sicura. Durissima l’Unione degli Istriani, che accusa il Comune di minimizzare la specificità della tragedia delle foibe violando lo spirito della legge 92/2004.

Nonostante le polemiche, il Presidente del Consiglio comunale Luca Spitale ha difeso la scelta parlando di "responsabilità collettiva" e di una memoria che non deve essere piegata a letture strumentali. Resta il fatto che quel giardino, nato per essere un luogo di pacificazione, è diventato il nuovo terreno di scontro su come la città debba raccontare il proprio passato.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.