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AMBIENTE

Canale di Caluso sotto assedio: l’azzardo della centrale idroelettrica che sfida un equilibrio secolare

Un impianto da 150 chilowatt spacca il territorio. Il Consorzio e il Comune dicono "no"

Canale di Caluso, mezzo millennio d’acqua alla prova di una mini-centrale

Può una piccola turbina da 150 chilowatt mettere in crisi mezzo millennio di storia? A Spineto di Castellamonte  la tensione è alta. Al centro della contesa c'è il progetto di una nuova micro-centrale idroelettrica che vorrebbe sfruttare l'acqua del torrente Orco destinata al deflusso minimo vitale.

Se per i promotori si tratta di energia pulita e "modesta", per il Consorzio del Canale Calusiese e il Comune di Castellamonte il rischio non vale la candela. Il nodo di Spineto è infatti un punto nevralgico per la gestione delle piene e l'irrigazione dei campi che arriva fino a Chivasso. Intaccare questo delicato equilibrio idraulico, in un'epoca di crisi climatica ed eventi meteo estremi, viene visto come un azzardo pericoloso per la stabilità del territorio.

La Città Metropolitana di Torino ha ora concesso 150 giorni di tempo per approfondimenti tecnici e legali. Il timore è che l'inserimento di un nuovo "ingranaggio" meccanico possa compromettere la flessibilità di manovra del canale, un'opera demaniale che ogni anno versa alla Regione 230 mila euro e che rappresenta la linfa vitale per l'economia agricola locale.

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