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L'EVENTO
22 Febbraio 2026 - 19:13
C’è chi corre da solo. E chi sceglie di farlo con quattro zampe accanto. Non davanti, non dietro: insieme.
È il popolo del canicross, la corsa campestre dove il traguardo si taglia in coppia, uomo e cane legati da una linea elastica e da qualcosa di molto più forte.

A Nichelino è andata in scena la tappa più partecipata di sempre: 200 iscritti, record italiano per la manifestazione di canicross targata Csen. Adesioni da tutta Italia, Polonia e Svizzera.


Sullo sfondo, la Palazzina di Caccia di Stupinigi. Qualche polemica c’è stata, prima dell’evento: c’è chi ha sostenuto potesse essere un enorme stress per i cani. Poi, a vederlo dal vivo, è diverso. Cani felici, soddisfatti, estasiati. Famiglie, bambini, natura. Anche il clima ha regalato una temperatura piacevole.
La più grande mai organizzata nel Paese. E a sipario calato, si parla già di una nuova data per il 2027.
Ma il canicross è solo una delle anime. C’è anche il bike joring - corsa con la bici - e lo scooter joring, con il monopattino sportivo. Una regola su tutte: a faticare devono essere gli umani. I cani collaborano, corrono, ma non sostituiscono lo sforzo. È uno sport di squadra, non un traino. Due veterinari e un’osteopata a vigilare.




Tre controlli al giorno su ogni cane. Temperature mai oltre i venti gradi: il caldo è il vero avversario.
La stagione va da fine settembre a marzo, perché il benessere animale viene prima del cronometro.
«Siamo partiti negli anni ’80 quasi come uno sgambamento», racconta Simone Giordano, presidente di Asd Canicross Italia e membro del direttivo della International Canicross Federation.
«Oggi contiamo 39 medaglie mondiali». In Italia sono circa un migliaio gli atleti, tra competitivi e amatori.

Tra loro Elisa, 23 anni, di Nichelino. Accanto a lei c’è Set, sette anni, un lupo cecoslovacco «Ho sempre voluto un cane con cui creare qualcosa di speciale», racconta. Un mese di allenamento prima della gara, corse nel fango di gennaio.
Elisa fa la dog sitter: «Da piccola volevo fare la veterinaria. Poi ho capito che preferivo sporcarmi e divertirmi con loro».

C’è anche Cloe, otto anni e mezzo, arrivata da Treviso con la sua Mia, sei anni. Sei gare insieme. «Andiamo in bici con mamma e papà, ma con Mia corro io», dice emozionata. Fa kick boxing da un anno, ma qui è diverso: «Mi piacciono i cani. Questo era lo sport giusto».

E poi Emma, otto anni, da Spoleto. Campionessa del mondo Categoria School, titolo conquistato a novembre 2025 in Repubblica Ceca. Corre con Owen, cinque anni, un greyster. «Già lo faceva papà», sorride. Si allena tre o quattro volte a settimana. «La cosa più bella? Il rapporto con il cane quando corri e sei lì, a contatto». Da grande vuole fare la veterinaria o l’addestratrice. Intanto è tifosa juventina e stringe la sua medaglia con la naturalezza dei bambini che non sanno ancora cosa significhi essere straordinari.


A Nichelino non è stato solo sport. È stato un manifesto. «Un territorio che da dodici anni investe sulle politiche legate agli animali e che oggi celebra una cultura cinofila fatta di rispetto, consapevolezza, relazione. In un tempo in cui i proprietari di cani sono spesso bersaglio di intolleranza, manifestazioni così mostrano la parte sana di una comunità» conclude soddisfatto l’assessore alle Politiche per gli animali Fiodor Verzola.
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