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Il resoconto
27 Febbraio 2026 - 07:15
Anche quest’anno tra le cime innevate e le pareti rocciose del Piemonte, c’è una squadra pronta a intervenire a ogni allarme. Il soccorso alpino e speleologico piemontese (Sasp) chiude il 2025 con un nuovo aumento di operatività, segnando 2.070 eventi di soccorso, 1.471 missioni attive e 1.548 persone soccorse sul territorio, numeri in crescita rispetto al 2024.
Le missioni iniziano tutte dalla centrale operativa Sasp di Grugliasco (To) attiva h24 e collegata al numero unico delle emergenze 112. Le chiamate gestite dai tecnici Sasp sono state 2.070, in aumento rispetto alle 1.916 del 2024, in modo più efficace anche grazie all’uso crescente di applicazioni come Georesq e dispositivi smart come gli smartwatch, che permettono di lanciare l’allarme anche dalle zone più complesse. Delle chiamate ricevute, 1.471 hanno portato all’attivazione di missioni sul territorio, di cui 1.396 dedicate a soccorso sanitario e 75 per operazioni di protezione civile.
Nel 70% delle missioni c’è stato il supporto dell’eliambulanza del servizio regionale di elisoccorso, con la presenza a bordo di un tecnico Sasp. Il contributo delle squadre a terra rimane comunque fondamentale, garantendo il recupero di quasi metà delle persone soccorse senza la necessità dell’elicottero. Nel conteggio si escludono gli interventi sulle piste sciistiche gestiti dal servizio regionale di elisoccorso. Infatti, in totale, aggiungendo 187 infortuni sulle piste, si arriva a 1.735 persone soccorse, il secondo dato più alto di sempre dopo il 2023 (1.793). Tra queste, 520 erano illese, 949 ferite e 79 decedute. Le cause principali degli incidenti restano le cadute (36%) e i malori (32%), e riguardano prevalentemente uomini (75%) rispetto alle donne (25%). L’84% degli incidenti ha coinvolto persone impegnate in attività del tempo libero, l’11% residenti in montagna e il 5% in attività lavorative. L’organico Sasp, stabile con 1.172 operatori tecnici, ha partecipato nel 2025 a due importanti esercitazioni congiunte con il peloton de gendarmerie de haute montagne francese e il soccorso alpino della guardia di finanza, simulando scenari aerei e terrestri, per confrontarsi su tecniche operative e strategie di intervento.
Tra i soccorsi più complessi del 2025, spiccano l’episodio del 27 luglio al Monte Rosa, dove due alpinisti bloccati a quota 4.400 metri hanno dovuto trascorrere la notte in parete prima di essere recuperati dall’eliambulanza e dalle squadre miste Sasp-Sagf il giorno successivo. Altro intervento delicato è stato quello del 20 luglio all’Abisso Paperino, vicino a Ormea (Cn), dove uno speleologo è stato recuperato dopo un trauma cranico e oltre 24 ore di lavoro delle squadre di disostruzione.
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