Cosa rende un pugile un campione assoluto? È solo una questione di forza fisica, o c'è qualcosa di più? La risposta a questa domanda è stata chiaramente data la notte del 18 maggio 2024, quando Oleksandr Usyk ha sconfitto Tyson Fury ai punti, unificando tutte le cinture dei pesi massimi di boxe. Un'impresa che non si vedeva da un quarto di secolo, dai tempi di Lennox Lewis nel 1999. Perché è fuori di dubbio, fin dalla medaglia d'oro alle Olimpiadi di Londra 2012, che Usyk sia un fuoriclasse, ma paradossalmente mancava quel "quid" per essere davvero il personaggio, il campione che la boxe ricerca.
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L'incontro, tenutosi alla
Kingdom Arena di
Riyadh, in Arabia Saudita, è stato un vero e proprio "
match del secolo". Dopo otto riprese, sembrava che Fury, con la sua altezza imponente e i suoi
montanti devastanti, avesse il controllo totale. Usyk, soprannominato "
il gatto" per la sua agilità, sembrava in difficoltà. Ma è stato proprio in quel momento che l'ucraino ha dimostrato perché è considerato uno dei più grandi pugili di sempre. Un
gancio sinistro improvviso ha colpito Fury dritto sul naso, cambiando il corso della storia.
Nel
nono round, Usyk ha continuato a graffiare con una serie di ganci sinistri che hanno fatto barcollare Fury. L'inglese, pur non andando al tappeto, è stato contato dall'arbitro. Da quel momento in poi, il copione del match è cambiato. Usyk ha dominato fino alla dodicesima ripresa - quasi risparmiandosi il colpo del ko, che pure ha nelle sue corde, ricalcando la strategia implacabile con cui due volte ha fatto pezzi l'ex fenomeno Anthony Joshua -, portando a casa una vittoria ai punti con una
split decision: due giudici lo hanno visto vincitore, mentre il terzo ha dato la vittoria a Fury di un solo punto.
Con questa vittoria, Usyk ha aggiunto la
cintura WBC alle sue già numerose WBA,
IBF e
WBO, diventando il nuovo campione unificato dei pesi massimi. Ma non è solo la quantità di cinture a rendere storica questa vittoria. Usyk ha dimostrato una
tecnica sopraffina e una classe pugilistica assoluta, riuscendo a sconfiggere un avversario con un
vantaggio fisico notevole. Fury, infatti, è più alto di 15 centimetri, più pesante di 18 kg e ha un allungo superiore di 20 centimetri. E nella boxe, le dimensioni contano, eccome se contano.
Le prime due riprese sono state di puro studio, con Fury che ha cercato di tenere a distanza Usyk con il suo jab, mentre l'ucraino ha cercato di prendere il centro del ring. Fury, mai così magro negli ultimi cinque anni, ha mostrato una
preparazione fisica eccellente, confermata dalla sua buona prestazione nella dodicesima ripresa. Tuttavia, nelle cinque riprese successive, Fury ha messo in difficoltà Usyk con una serie di
montanti che hanno piegato le gambe dell'ucraino. Ma Usyk non ha mai mollato, e l'ottava ripresa ha segnato l'inizio della sua
rimonta.
Fury ha cercato di recuperare nelle ultime riprese, mostrando la sua esperienza e la sua capacità di incassare i colpi. Tuttavia, Usyk ha continuato a dominare, vincendo nettamente la decima e l'undicesima ripresa. Il dodicesimo round è stato decisivo per i punti, con due giudici che hanno dato la vittoria a Usyk e uno a Fury. Alla fine, U
syk è stato proclamato campione unificato dei pesi massimi, infliggendo la prima sconfitta in carriera a Fury.
Nonostante la sconfitta, Fury non ha ammesso la sua debolezza e ha subito chiesto una
rivincita. Usyk, da vero campione, non si è tirato indietro, e il return match è già stato fissato per il 12 ottobre. La clausola per una
rivincita era già inserita nel contratto della sfida del secolo, che ha visto Fury guadagnare una
borsa di 105 milioni di euro, mentre Usyk ha portato a casa 45 milioni.
La vittoria di Usyk ha un significato particolare anche per il suo paese, l'
Ucraina. Con questa vittoria, Usyk ha in un certo senso vendicato il suo connazionale
Volodymyr Klyčko, che era stato sconfitto da un giovane Fury nel 2015. Usyk ha dedicato la sua vittoria al popolo ucraino, dimostrando che nella boxe, come nella vita, le misure contano, ma mai quanto la
tecnica e la
genialità.