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L'IMPRESA

Simone Mencarelli delle meraviglie a Doha, batte i primi due del mondo ed è argento nel Grand Prix Fie di spada

Primo podio individuale in Coppa del Mondo per lui, che era guidato a bordo pedana dal papà-coach Maurizio

Simone Mencarelli delle meraviglie a Doha, batte i primi due del mondo ed è argento nel Grand Prix Fie di spada

Simone con il papà-coach Maurizio (foto Bizzi)

Nelle tre tappe di Coppa del Mondo della stagione la spada torinese targata Ginnastica Victoria è sempre salita sul podio.

Dopo il bronzo di Vancouver e l’argento di Fujairah del 20enne cervese Matteo Galassi (Centro Sportivo Carabinieri), è arrivato il turno del 22enne subalpino Simone Mencarelli (Fiamme Oro), che nel Grand Prix Fie di Doha ha occupato il secondo gradino, conquistando la prima medaglia individuale e bissando lo stesso metallo ottenuto a squadre, assieme a Galassi, negli Emirati Arabi Uniti.

Dopo un percorso straordinario, ha ceduto in finale per 15-7 al 34enne olandese Tristan Tulen. A bordo pedana lo ha guidato il coach e papà, nonché tecnico federale, Maurizio.

Grazie anche al punteggio maggiorato Mencarelli junior, che è studente di Scienze Motorie alla Unicusano, ha scalato il ranking mondiale dal 59° al 25° posto ed è il quarto più giovane, dopo i fratelli egiziani Elsayed, Mohamed (n. 2) e Mahmoud (n. 24), e appunto Galassi (n. 5).

Mencarelli sul podio a Doha (foto Bizzi)

«Sto vivendo un ottimo momento - racconta Simone - perché già a Fujairah ero uscito nei sedicesimi per una stoccata contro il kazako Kurbanov, n. 8 del mondo, e alla seconda prova nazionale di Legnano mi sono classificato quinto».

In Qatar, però, è arrivato il botto: «Prima della gara non avrei osato immaginare tanto, ma le sensazioni erano buone. Nelle qualificazioni mi sono aggiudicato tutti gli assalti e sono approdato di slancio al tabellone. Ho subito trovato due giapponesi e il secondo era Komata, attuale n. 7. L’incontro più impegnativo, a livello fisico e mentale, è stato contro Mohamed Elsayed, che si muove e provoca molto. Averlo sconfitto mi ha permesso di entrare in zona medaglie. Ero già contento così e ho affrontato con più tranquillità un mito come il numero 1 Gergely Siklosi (ungherese campione mondiale individuale e olimpico a squadre, ndr). Ero felice d’incontrarlo e batterlo è stato un sogno. In finale ero un po’ stanco e Tulan ha imposto la sua maggiore esperienza».

L'esultanza del 22enne torinese in pedana (foto Bizzi)

Il papà a bordo pedana è stato un valore aggiunto: «Mi conosce come nessun altro e condividere con lui questa grande soddisfazione è stato unico. Mi ha caricato molto e mi ha sempre trasmesso fiducia. L’assalto in cui mi ha aiutato di più è stato contro Komata. Sono partito in svantaggio per 4-1 e mi stavo scoraggiando. Mi ha consigliato di mettergli maggiore pressione e piano piano ho recuperato e sono passato a condurre».

Il prossimo impegno sarà dal 5 al 7 febbraio la gara di Coppa del Mondo di Heidenheim, in Germania. «La mia scherma sta crescendo - afferma Simone - e ora riesco a tenere un ritmo più alto in pedana. Sono anche più consapevole delle mie qualità. Spero di riuscire a confermarmi, anche se la concorrenza è sempre più forte».

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