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Sport & Costume
14 Febbraio 2026 - 20:50
Alla fine cederemo.
La martellante copertura mediatica farà il suo lavoro. La rete 2 della RAI, di fatto, è stata subaffittata all’evento: queste Olimpiadi Milano-Cortina che, oltre a prestarsi a una quantità industriale di giochi di parole buoni per meme e cazzeggio a basso costo, lasceranno sedimentati — come scolpiti nella nostra labile memoria — non solo gli slogan pubblicitari, ma anche termini fino a ieri sconosciuti ai più. Parole cariche di quell’effetto a lento rilascio che non lascia scampo.
Alla fine di questa prima settimana (ne manca solo una) abbiamo messo in memoria: short track e wobble cushion.
La prima è una disciplina olimpica — prego, astenersi facili battute — la seconda è un metodo per allenarsi alla prima.
Potevamo vivere senza sapere esattamente cosa diavolo siano?
No. E infatti basta una rapida consultazione per scoprire che short track non è una bonus track molto breve di qualche bluesman burlone, ma — cito testuale — «una disciplina di pattinaggio di velocità su pista corta, considerata tra le più spettacolari delle Olimpiadi Invernali».
Per wobble cushion, invece, si sfiora quasi la metafisica: un metodo di allenamento volto ad aumentare l’equilibrio, che consiste nel compiere sobbalzi, salti e corse su un cuscino morbido. Un po’ come imparare a stare in piedi da soli su un materasso ad acqua.
Non basta. Insieme all’arricchimento forzato del nostro vocabolario — pena l’essere trattati come novelli Robinson sopravvissuti a due settimane senza Olimpiadi — scorrono i Blob delle esultanze dei cronisti RAI.
Cuffia d’ordinanza in testa, vengono ripresi mentre, a fronte di una vittoria dei nostri, si lasciano andare a urla, salti dalla sedia ed esultanze spropositate. Scene che, a occhi chiusi, ci si aspetterebbe nei peggiori bar di Caracas, non certo da una cabina di commento del servizio pubblico.
«Rialzati come si rialza una Brignone» è già entrato nella storia. E qui l’ironia si ferma: portarsi l’oro a casa a dieci mesi da un incidente per il quale molti di noi sarebbero ancora persi tra una USL e l’altra merita solo rispetto.
L’assuefazione agli sport invernali, nel frattempo, non ha ancora raggiunto il punto di saturazione. Già circolano meme sul curling come terapia di coppia, e nella versione single: un uomo che spazza davanti a un robot aspira-tutto di ultima generazione, magari gestito dall’intelligenza artificiale.
Manca una settimana.
Hai visto mai che, alla fine, ci mancheranno.
E allora giù di Raiplay, teche RAI e nostalgie assortite.
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