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OLIMPIADI
14 Febbraio 2026 - 21:11
Federica Brignone (foto Pentaphoto)
Il record di Lillehammer '94, edizione che si chiuse con 20 medaglie azzurre, è ad un passo ma rischia di essere un limite. Ecco perché per tornare grande l'Italia ha bisogno di un gigante. Quello maschile è stato un disastro annunciato. Storica vittoria del Brasile con Lucas Pinheiro Bråthen, che di carioca ha 'solo' la mamma perché lui è in tutto e per tutto norvegese, davanti agli svizzeri Marco Odermatt mentre l'unico azzurro al traguardo è stato Giovanni Franzoni, che gigantista non è, 24° (e l'albanese di Pinerolo Denni Xhepa 34°). Adesso però tocca di nuovo a Federica Brignone e può tornare il sorriso.
Da una parte la tigre di La Salle è pur sempre la campionessa in carica della disciplina. Dall'altra però in stagione ne ha fatto uno solo, quello di Kronplatz, mentre ci sono almeno 4-5 avversarie che arriveranno tirate a lucido, dalla Scheib alla Hector passando per la Shiffrin e la Rast. Senza dimenticare Lara Colturi che per parte sua potrebbe regalare una storica medaglia all'Albania e sarà al via con il 10.
Fede lo sa, ma non ci pensa: «Spero di vivere la prossima gara con la stessa tranquillità con cui ho affrontato supergigante e discesa. Sono arrivata a Cortina con poche certezze e altrettanto poco allenamento, senza i giorni di lavoro che avrei voluto mettere nelle gambe, ma in questo periodo sono abituata a vivere situazioni del genere. Fisicamente mi sento bene, ho un po’ di dolore, tuttavia sto meglio rispetto alla scorsa settimana». Dopo la prima manche, alle 10, ne sapremo di più, mentre già sappiamo che la sedicenne Giada D'Antonio, più giovane atleta azzurra a Milano-Cortina 2026, starà fuori a lungo per la rottura del legamento crociato anteriore al ginocchio destro lesionato dopo una disdicevole caduta in allenamento causata da un palo che ha inforcato. Infortunio simile a quello di Brignone, è giovane e si riprenderà.
Altre chances arriveranno nel biathlon, non tanto con gli uomini che nell'Inseguimento partono tutti in ritardo, quanto con le donne. Lisa Vittozzi si è piazzata quinta nella Sprint, a 40 secondi dall'oro vinto da Maren Kirkeeide che ha battuto le francesi Michelon e Jeanmonnot. Lo stesso distacco con cui partirà andando a caccia del podio alle 14:45. E poi la staffetta maschie, del fondo: le donne hanno fatto meglio del previsto, piazzandosi sesta con Iris De Martin Pinter, Caterina Ganz, Martina Di Centa e Federica Cassol ma lottando a lungo per una medaglia. In quella degli uomini, start alle 12, ci sarà anche l'ottimo cuneese Martino Carollo.
Infine alle 18 sul budello di Cortina la gara a squadre miste dello skeleton, un uomo e una donna per ogni team. Nella prova individuale femminile la casalese Valentina Margaglio, che era arrivata ai Giochi con qualche ambizione maggiore, dopo una prima giornata sotto tono si è piazzata sedicesima.
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