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Grande Cinema

Gabriele Muccino, Jane Campion, Matteo Garrone: ecco le star nate con il Torino Film Festival

"I soliti sospetti" aprirono il Tff nel 1995, lo stesso anno Kevin Spacey vinse l'Oscar

Gabriele Muccino

Gabriele Muccino, una star nata a Torino con "Ecco fatto"

Guy e Madeline sono due fidanzati che si seggono spesso in una panchina di Boston. Lui è un trombettista di colore, lei una ragazza di New York alla ricerca di un lavoro. Guy si esibisce spesso in un locale con la sua band. Madeline è sempre al suo fianco. Un giorno, da solo, Guy conosce Sandha-Helena; si guardano e finiscono assieme. E’ l’inizio di “Guy and Madeline on a Park Bench”, il film con cui il giovane Damien Chazelle (oggi, 24 ottobre ospite al Museo del Cinema) si affacciava nel mercato cinematografico iniziando dal Torino Film Festival. Era il 2009, la sua stoffa non passò inosservata ma, forse, pochi potevano immaginare che pochi anni dopo, nel 2016, avrebbe addirittura vinto il Premio Oscar come Miglior regista per “La La Land” con Ema Stone e Ryan Gosling.

Quello di Damien Chazelle è solo uno dei tanti nomi importanti del cinema internazionale che hanno trovato nel Tff il loro trampolino di lancio. Non tutti, forse, sanno che proprio all’ombra della Mole iniziarono il loro percorso verso il successo nomi quali Jane Campion, la regista australiana Premio Oscar come Miglior sceneggiatura originale per “Lezioni di piano” nel 1993.

Per non parlare del cileno Pablo Larraìn, classe 1978, che proprio con il suo “Tony Manero” vinse il Torino Film Festival nel 2008 conquistando da lì il pubblico internazionale. Era il 1995, invece, quando Brian Singer fu l’ospite d’onore dell’apertura del Tff con il suo “I soliti sospetti”.

Il film fu una vera bomba, l’interpretazione straordinaria di Kevin Spacey portò l’attore americano al Premio Oscar come Miglior attore non protagonista. Tanti le altre stelle nate a Torino ci sono Pietro Marcello, Jafar Panahi o Gabriele Muccino. Il regista dell'"Ultimo bacio" esordì da regista nel 1998 partecipando al Tff con il suo "Ecco fatto". Matteo, ventenne fragile, impulsivo e poco impegnato nello studio, si innamora, ricambiato, di Margherita, una ragazza slava più grande di lui, forte, ricca di esperienza e già inserita nel mondo del lavoro.

Questa la trama del film che contribuì a fare conoscere al pubblico uno dei registi italiani più conosciuto al mondo degli ultimi anni. E con lui Paolo Sorrentino, Premio Oscar per il Miglior film straniero con "La grande bellezza" nel 2014, anche lui iniziò sotto la Mole molti anni prima. Così come Matteo Garrone che, oggi, con il suo "Io Capitano" è l'unico regista che l'Italia si sente di portare alla candidatura per le nomination del 2024. 

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