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Il caso
31 Gennaio 2026 - 11:30
Prenotare le vacanze è diventato una silenziosa guerra ai bot, dove l’utente non è più un semplice viaggiatore ma il supervisore di un’intelligenza artificiale impegnata a battere gli algoritmi delle compagnie aeree.
Fino a poco tempo fa, prenotare una vacanza significava perdere ore su decine di schede aperte nel browser, sperando di incrociare il mercoledì più economico con l’hotel meno caro. Oggi, la tendenza è il Prompt Travel: si dà un budget, una vaga idea di clima e si lascia che l’AI faccia il lavoro al posto nostro. Questi nuovi assistenti digitali non si limitano a cercare, sono in grado di scovare i cosiddetti "Error Fares", tariffe caricate per sbaglio dai sistemi, o di costruire itinerari complessi che sfruttano gli scali per abbattere i costi, manovre che un umano impiegherebbe giorni a calcolare.
Il vero cambiamento avviene dietro le quinte dove da una parte ci sono i colossi del booking e delle compagnie aeree, che usano il Dynamic Pricing, i prezzi che fluttuano in tempo reale in base alla tua voglia di partire, al modello del tuo smartphone e persino a quanta batteria ti resta, e dall'altra ci sono i nuovi strumenti a disposizione dei viaggiatori come i tracker predittivi ossia algoritmi che ti dicono con una precisione del 95% se il prezzo di quel determinato volo scenderà nelle prossime 48 ore o se è il momento di acquistarlo, e gli hacking delle rotte, intelligenze artificiali che suggeriscono di atterrare in un aeroporto secondario a 100 km di distanza, calcolando già il costo del treno e il tempo di percorrenza, garantendo un risparmio del 30%.
Ma se l’algoritmo ci consiglia solo i luoghi "matematicamente" perfetti per i nostri gusti, basandosi ad esempio sui nostri like passati, il rischio non è quello di finire tutti negli stessi posti, trasformando angoli remoti in nuovi set per Instagram? La sfida del 2026 sarà usare l’AI per scappare dalla massa, non per diventarne parte.
Il miglior affare del 2026 non è quello che costa meno, ma quello che ti porta dove l'algoritmo degli altri non ha ancora pensato di guardare.
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