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A tu per tu
11 Febbraio 2026 - 11:33
BBeatrice Venezi, direttrice d’orchestra classe 1990
È passata dall’essere la perfetta testimonial di una marca di shampoo miracolosa, l’invitata a sorpresa del Festival di Sanremo - era il 2021, c’era Amadeus e al governo Giuseppe Conte - la donna che tutta Italia ammirava per il “coraggio” avuto nell’inseguire il sogno del podio.
È passata dall’essere tutto questo a oggetto del battibecco politico dei tempi della Meloni oggi più che mai concentrato su nomine, ospitate, cultura in generale. È Beatrice Venezi, direttrice d’orchestra classe 1990, nominata nel settembre scorso alla direzione musicale del Teatro La Fenice di Venezia e da allora al centro di una contestazione che, fino a quando non inizierà il lavoro nell’ottobre prossimo, chissà dove arriverà.
Alla bella toscana, figlia di Gabriele Venezi, immobiliarista e dirigente nazionale di Forza Nuova, si contesta la preparazione “inadeguata” per un palco così prestigioso ma, ancora più grave, una nomina esclusivamente politica, una nomina di destra. Cosa a dir poco intollerabile per realtà abituate, semmai, a nomine di altra matrice politica, quasi come se fosse “normale” passare da quest’ultima invece che dai meriti.
La Venezi, che in questi giorni viaggia fra concerti, ovazioni, polemiche (è stata definita l’Andrea Pucci della musica classica), incontri con le detenute del carcere di Venezia, è attesa anche a Torino ospite dell’incontro dal titolo “Voci fuori dal coro”, inserito all’interno della rassegna Enjoybook (organizzato da Enjoycom), in programma giovedì 12 febbraio alle 20,25 al Teatro Juvarra.
Chi non vede l’ora di accendere discussioni, però, rimarrà deluso poiché, salvo imprevisti, la Venezi farà parte di un salotto fra musica e bollicine in cui si racconterà a cuore aperto accompagnata dall’avvocato Anna Maria Bernardini De Pace e dal produttore Cesare Rascel, figlio del noto attore e cantante Renato.
Sarà un’occasione per conoscere meglio la protagonista della serata, in un contesto che cercherà di stare lontano dalle malelingue per ricreare una neutralità, forse, impossibile da raggiungere oggi come oggi. Si auspica un momento “libero, dove la musica dal vivo crea suggestioni e spunti per narrazioni personali, dalle passioni alle scelte di vita, dalle cadute alle rinascite, nella dimensione più autentica e senza filtri degli ospiti che si aprono a un confronto in un laboratorio di pensiero e sensibilità”.
Un salotto alla Maurizio Costanzo che, stando alle prevendite, è quasi sold out.
I biglietti sono acquistabili al costo di 33 euro (di cui 3 euro devoluti alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro di Candiolo): https://www.mailticket.it/evento/50972/voci-fuori-dal-coro
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