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il processo

Eredità Agnelli: niente messa alla prova per John Elkann

Adesso gli atti tornano al pubblico ministero. I legali di Elkann: «Noi non facciamo calcoli di prescrizione, difendiamo una persona che non ha fatto niente»

John Elkann e, sullo sfondo, l'Avvocato Agnelli

John Elkann e, sullo sfondo, l'Avvocato Agnelli

Torneranno al pubblico ministero gli atti dell'inchiesta della procura di Torino sull'eredità Agnelli. Oggi, mercoledì 11 febbraio, è stata infatti rigettata dal gip Giovanna Di Maria l'istanza di messa alla prova per John Elkann. «Noi avevamo sinceramente perso interesse rispetto a questa istanza, vista la frammentazione che si era creata del quadro processuale. E' una decisione - affermano gli avvocati di Elkann, Paolo Siniscalchi e Federico Cecconi - che per noi non cambia niente. Ora gli atti saranno restituiti al pm, che dovrà notificarci l'avviso del 415 bis, cioè l'avviso di chiusura delle indagini, e poi noi andremo avanti sul merito e dimostreremo che John Elkann non ha fatto nulla».

Sul rischio prescrizione, i legali di John Elkann affermano: «Noi non facciamo calcoli di prescrizione, difendiamo una persona che non ha fatto niente». Mentre sull'eventuale presenza di Elkann in aula «è una valutazione che andremo a fare nella fase successiva. Quello che per noi è importante segnalare e rappresentare, adesso, è la volontà di dimostrare la totale estraneità ai fatti in relazione alla posizione del nostro assistito», hanno detto Siniscalchi e Cecconi. Una decisione, il rigetto della messa alla prova, quasi annunciata, dopo che la stessa giudice aveva fatto altrettanto, il 21 gennaio, per Gianluca Ferrero, presidente della Juve.

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