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La sentenza
11 Febbraio 2026 - 12:02
Moussa Balde, l’immigrato guineano che il 23 maggio 2021 si era ucciso impiccandosi nella sua cella della struttura di corso Brunelleschi
Un anno di reclusione con l’accusa di omicidio colposo per l’allora direttrice del Cpr, assoluzione per il medico. Si è concluso oggi, mercoledì 11 febbraio, in tribunale a Torino, il processo di primo grado per la morte di Moussa Balde, l’immigrato guineano che il 23 maggio 2021 si era ucciso impiccandosi nella sua cella della struttura di corso Brunelleschi. Il tribunale ha condannato a un anno di reclusione, con la condizionale, Annalisa Spataro. Spataro, all’epoca dei fatti, era la direttrice del Cpr. Assoluzione per Fulvio Pitanti, responsabile sanitario. I famigliari di Balde, che si erano costituiti parte civile con il legale Gianluca Vitale, hanno avuto provvisionali per oltre 400mila euro, denaro che dovrà essere versato in solido tra loro da Spataro e Gepsa. Moussa Balde, quando si era tolto la vita nel Cpr di corso Brunelleschi, aveva 23 anni.
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