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Uno studio suggerisce: smettere di bere alcol potrebbe ridurre il rischio di tumore al colon-retto

Un’analisi durata su quasi 100 mila persone indica un’associazione tra cessazione del consumo di alcol e minore probabilità di sviluppare polipi precancerosi e cancro intestinale, ma non dimostra un rapporto di causa-effetto

Uno studio suggerisce: smettere di bere alcol potrebbe ridurre il rischio di tumore al colon-retto

Ridurre o eliminare il consumo di alcol non è solo una scelta di benessere generale, ma potrebbe avere un impatto concreto sulla prevenzione di uno dei tumori più diffusi e letali al mondo: il cancro del colon-retto. A rafforzare questa evidenza arriva un ampio studio internazionale, pubblicato sulla rivista scientifica Cancer, che ha seguito quasi 100.000 persone per circa vent’anni.

La ricerca mostra che chi smette di bere alcol presenta un rischio sensibilmente più basso di sviluppare adenomi colorettali, ovvero polipi benigni che rappresentano spesso il primo passo verso il tumore maligno dell’intestino. Un risultato particolarmente rilevante, considerando che il carcinoma colorettale rientra tra i cosiddetti “big killer” per incidenza e mortalità.

Lo studio è stato condotto da un team internazionale guidato dal National Cancer Institute (NCI) dei National Institutes of Health statunitensi, con la collaborazione di numerose istituzioni accademiche, tra cui l’Università della Pennsylvania, la Queen’s University di Belfast e l’Università del Maryland. I ricercatori hanno analizzato i dati di circa 88.000 partecipanti allo studio PLCO (Prostate, Lung, Colorectal and Ovarian Cancer Screening Trial).

Durante il lungo periodo di osservazione sono stati diagnosticati circa 1.700 casi di tumore al colon-retto. Inoltre, tra oltre 12.000 persone inizialmente negative alla colonscopia, più di 800 hanno sviluppato adenomi nel corso del follow-up. Incrociando queste informazioni con le abitudini di consumo di alcol, è emersa una relazione chiara e coerente tra quantità di alcol assunta e rischio oncologico.

I dati indicano che i forti bevitori, definiti come coloro che consumano più di 14 drink a settimana, presentano un rischio di cancro colorettale superiore del 25% rispetto ai bevitori molto leggeri (meno di un drink a settimana). Ancora più marcato l’aumento del rischio per il tumore del retto, che arriva quasi a raddoppiare.

Al contrario, gli ex bevitori mostrano un quadro incoraggiante: il loro rischio di sviluppare adenomi non avanzati risulta ridotto di oltre il 40% rispetto ai bevitori leggeri. Secondo gli autori dello studio, questo suggerisce che sospendere il consumo di alcol potrebbe, nel tempo, riportare il rischio a livelli simili a quelli di chi beve poco o moderatamente.

I meccanismi biologici alla base di questa associazione non sono ancora del tutto chiariti, ma gli scienziati ipotizzano un ruolo del metabolismo dell’alcol che porta alla formazione di sostanze cancerogene e delle alterazioni della flora batterica intestinale. È probabile che entrambi i fattori contribuiscano all’aumento del rischio.

Queste evidenze si inseriscono in un quadro più ampio: studi recenti hanno collegato il consumo di alcol a diversi tipi di tumore, tra cui quelli del fegato, della mammella, dello stomaco, dell’esofago e del distretto testa-collo.

In Italia il cancro del colon-retto è il secondo tumore più diagnosticato e la seconda causa di morte oncologica, con circa 50.000 nuovi casi e 20.000 decessi ogni anno. A livello globale, si contano quasi 2 milioni di nuove diagnosi e circa 900.000 morti annui.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ribadisce che non esistono quantità di alcol prive di rischio per la salute. Secondo i dati dell’OMS, il consumo di alcol è responsabile ogni anno di circa 3 milioni di morti nel mondo ed è associato a oltre 200 malattie.

Alla luce di questi numeri, smettere di bere o ridurre drasticamente il consumo di alcol non appare solo una scelta individuale, ma una strategia di prevenzione fondamentale per la salute pubblica, capace di incidere anche sul rischio di uno dei tumori più temuti.

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