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29 Gennaio 2026 - 22:45
Quando oggi pensiamo alle Olimpiadi Invernali, immaginiamo un evento globale capace di unire decine di Paesi attorno a neve, ghiaccio e grandi imprese sportive. Ma questo appuntamento, ormai centrale nel calendario olimpico, è il risultato di un lungo percorso fatto di sperimentazioni, resistenze e intuizioni vincenti.
L’edizione di Milano-Cortina 2026, in programma dal 6 al 22 febbraio, rappresenta l’ultimo capitolo di una storia iniziata oltre cento anni fa, molto lontano dalle dimensioni spettacolari che conosciamo oggi.
I Giochi Olimpici Invernali sono la principale manifestazione sportiva internazionale dedicata alle discipline praticate su neve e ghiaccio. Si svolgono con cadenza quadriennale, in alternanza con le Olimpiadi estive, e coinvolgono atleti provenienti da tutto il mondo.
La loro nascita ufficiale risale al 1924, ma l’idea di una competizione dedicata agli sport invernali era già nell’aria da diversi decenni.
Alla fine dell’Ottocento, molte discipline oggi considerate olimpiche erano già praticate in forma agonistica. Sci di fondo, pattinaggio e hockey erano particolarmente diffusi nei Paesi scandinavi, ma anche in Gran Bretagna, Germania, Stati Uniti e Canada.
Quando nel 1896 nacquero le Olimpiadi moderne, però, questi sport rimasero esclusi. Le ragioni erano principalmente due:
la difficoltà di garantire sedi adatte in ogni Paese ospitante
la volontà delle nazioni nordiche di preservare eventi sportivi che sentivano come parte della propria identità culturale
Nonostante ciò, alcuni segnali di apertura iniziarono presto ad arrivare.
Un primo passo importante avvenne nel 1908, quando il pattinaggio artistico entrò nel programma delle Olimpiadi estive di Londra. Dodici anni dopo, ad Anversa 1920, fece il suo debutto anche l’hockey su ghiaccio.
Quest’ultima competizione ebbe un impatto enorme: il pubblico rimase colpito sia dallo spettacolo sia dai risultati clamorosi, come il 29-0 degli Stati Uniti contro la Svizzera e la finale vinta dal Canada sugli americani. Anche nel pattinaggio, gli atleti scandinavi dimostrarono una netta superiorità.
Questi successi convinsero il Comitato Olimpico Internazionale che fosse arrivato il momento di creare un evento autonomo.
Già prima della decisione ufficiale del CIO, il Nord Europa aveva dato vita a manifestazioni dedicate esclusivamente agli sport invernali. In Norvegia, la collina di Holmenkollen, vicino Oslo, divenne alla fine dell’Ottocento un punto di riferimento mondiale per lo sci.
Nel 1901, in Svezia, l’ufficiale Viktor Balck organizzò la prima edizione dei Giochi Nordici, una competizione che riuniva discipline come salto con gli sci, sci di fondo, discesa, curling, skeleton e hockey. Questo evento può essere considerato il vero antenato delle Olimpiadi Invernali moderne.
La svolta arrivò nel 1924, quando a Chamonix, ai piedi del Monte Bianco, si svolse la Settimana internazionale degli sport invernali. Solo in seguito, quell’evento venne riconosciuto come la prima edizione dei Giochi Olimpici Invernali.
Parteciparono 258 atleti provenienti da 16 Paesi, con una presenza femminile ancora marginale: appena 13 donne. Numeri lontanissimi da quelli di Milano-Cortina 2026, che vedrà circa 3000 atleti e una partecipazione femminile vicina al 50%.
La squadra italiana a Chamonix era composta da 14 atleti e ottenne come miglior risultato un sesto posto nel bob. Il primo oro azzurro arrivò solo nel 1948, grazie a Nino Bibbia, che trionfò nello skeleton a St. Moritz, diventando una figura simbolo dello sport italiano.
Da allora, l’Italia ha costruito una tradizione solida nei Giochi Invernali, conquistando 142 medaglie complessive, di cui 42 d’oro.
Dopo Cortina 1956 e Torino 2006, l’Italia si prepara a ospitare per la terza volta le Olimpiadi Invernali. Milano-Cortina 2026 rappresenta non solo un grande evento sportivo, ma anche l’eredità di oltre un secolo di evoluzione olimpica.
Dalla piccola Chamonix 1924 ai moderni impianti italiani, le Olimpiadi Invernali continuano a raccontare una storia fatta di passione, innovazione e competizione globale. E il prossimo capitolo è ormai alle porte.
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