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31 Gennaio 2026 - 21:20
Arriva l’Isee automatico e cambia il modo in cui cittadini e famiglie accedono a bonus e agevolazioni. Con il nuovo decreto Pnrr varato dal governo, l’indicatore della situazione economica non richiederà più la compilazione della Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), perché verrà calcolato direttamente attraverso i dati già in possesso della Pubblica amministrazione.
La novità punta a semplificare le procedure e a ridurre i tempi di attesa per l’ottenimento di incentivi e sostegni economici. Il sistema si basa sull’integrazione e sull’interoperabilità delle banche dati di Inps e Agenzia delle Entrate, che consentiranno di ricostruire in automatico la situazione reddituale e patrimoniale dei nuclei familiari.
Come funziona oggi e cosa cambia
Attualmente, per ottenere l’Isee è necessario presentare la Dsu, tramite Caf, portali online o direttamente all’Inps. Un passaggio che, per molte famiglie, si traduce in un iter complesso fatto di documenti, certificazioni e tempi tecnici.
Con il decreto Pnrr, questo passaggio viene superato: i cittadini non dovranno più fornire i dati, perché saranno gli enti a recuperarli direttamente dalle amministrazioni competenti. Una semplificazione che, nelle intenzioni del governo, dovrebbe rendere il rapporto con la Pa più rapido e meno burocratico.
«Non ci sarà bisogno di dotarsi della documentazione per certificare l’Isee, ma verrà fornita direttamente dalle amministrazioni interessate», ha spiegato il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo. Un esempio concreto riguarda l’iscrizione a scuola: sarà l’amministrazione scolastica ad acquisire l’Isee del genitore che richiede una riduzione delle tariffe, senza ulteriori adempimenti a carico della famiglia.
Effetti su bonus e agevolazioni
Gran parte dei bonus e dei sostegni economici è legata a soglie Isee. Con il nuovo sistema automatico, il riconoscimento delle agevolazioni dovrebbe avvenire in tempi più rapidi, eliminando i passaggi intermedi attraverso Caf o Inps e riducendo gli oneri burocratici per i cittadini.
Resta però un possibile rovescio della medaglia: Comuni ed enti locali dovranno gestire un flusso elevato di informazioni, con il rischio di sovraccaricare portali e piattaforme digitali. Un aspetto che accompagnerà l’entrata a regime del nuovo sistema e che sarà centrale nella fase di attuazione della riforma.
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