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Il caso
04 Febbraio 2026 - 21:50
La Regione Sicilia aveva dato il via libera lo scorso settembre per lavori urgenti di manutenzione nella base americana del Muos, situata a pochi chilometri dal centro di Niscemi, con l’obiettivo di prevenire il dissesto idrogeologico. Un avvertimento, secondo il deputato regionale Ismaele La Vardera, che è stato però ignorato.
Attualmente a Niscemi il numero di cittadini sfollati a causa della frana è salito a 1.606, con 880 edifici dichiarati in zona rossa. Il ministro per la Protezione civile, ex governatore siciliano, Nello Musumeci, ha respinto le accuse di responsabilità diretta, dichiarando in Parlamento:
"Non mi sottraggo alle mie responsabilità istituzionali, ma non c’era mai stato un rischio imminente per il centro abitato. Gli interventi sarebbero stati inutili, il Comune non aveva mai segnalato il problema".
Musumeci ha sottolineato come 9 Comuni su 10 in Sicilia siano esposti a rischi frane, ma Niscemi presenta caratteristiche uniche. A soli 8 km dal paese, all’interno della Riserva naturale della Sughereta, si trova la base del Muos (Mobile User Objective System), con tre enormi antenne paraboliche gestite dal Dipartimento della Difesa Usa. Questo sistema consente la comunicazione satellitare globale tra droni, sottomarini e truppe di terra, integrandosi con altre basi in Virginia, Hawaii e Australia.
La costruzione del Muos, iniziata più di 15 anni fa, ha generato proteste e ricorsi da parte dei residenti preoccupati per i possibili effetti sulla salute e sull’ambiente. Nonostante i contenziosi, il Consiglio di giustizia amministrativa ha autorizzato la sua realizzazione. Le antenne si sono aggiunte a una struttura preesistente di 46 trasmettitori, per la quale non era stato condotto uno studio di impatto ambientale al momento dei lavori, iniziati ufficialmente nel giugno 2011.
Per La Vardera, il Muos rappresenta un simbolo dell’incuria del territorio. Per questo motivo, ha scritto al ministro degli Esteri Antonio Tajani e all’ambasciatore americano Fertitta, chiedendo che gli Stati Uniti contribuiscano alla ricostruzione dell’area, ricca di querce e biodiversità, danneggiata negli anni.
Gli americani stessi avevano segnalato problemi di erosione nella base. Il 23 aprile 2025 avevano richiesto alla Regione l’attivazione della procedura di valutazione di incidenza ambientale (VINCA) per i lavori straordinari di manutenzione. La Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale ha approvato il progetto il 15 settembre 2025, con firma della assessora Giusi Savarino. Il piano prevedeva il consolidamento strutturale delle scarpate e la manutenzione del sistema di drenaggio delle acque meteoriche.
Secondo La Vardera, la Regione ha sottovalutato il rischio nel centro abitato e ha lasciato procedere i lavori americani senza intervenire per tempo, nonostante fosse evidente il pericolo idrogeologico. L’obiettivo, per il deputato, è ottenere un contributo economico dagli Stati Uniti, dato il legame tra il governo italiano e la leadership americana.
Non tutti però condividono questa posizione. Il deputato di Italia Viva Davide Faraone ritiene che chiedere aiuti agli Stati Uniti possa deresponsabilizzare il governo italiano. Secondo lui, Musumeci, che come ex governatore era già a conoscenza del rischio, dovrebbe dimettersi, poiché il Pnrr non prevedeva interventi per prevenire il dissesto idrogeologico a Niscemi.
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