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Perché febbraio ha solo 28 giorni? Il segreto dei re di Roma e la sfida tra gli imperatori

Da ultimo mese dell'anno a "sacrificio" per far quadrare il tempo: viaggio tra riti di purificazione, riforme di Giulio Cesare e la leggenda di Augusto

Perché febbraio ha solo 28 giorni? Il segreto dei re di Roma e la sfida tra gli imperatori

Il motivo per cui febbraio, a differenza di tutti gli altri mesi, ha solo 28 giorni non è da ricercare nell'astronomia moderna ma nel cuore pulsante dell'Antica Roma, tra leggende, rituali di purificazione e riforme imperiali.

Per capire febbraio dobbiamo tornare all'VIII secolo a.C., all'epoca di Romolo. Il primo calendario romano era profondamente diverso dal nostro: contava solo 10 mesi e l'anno iniziava a marzo (non a caso, settembre, ottobre, novembre e dicembre traggono i nomi dalla loro posizione: settimo, ottavo, nono e decimo mese).

In questo sistema, i mesi invernali semplicemente non esistevano. Erano considerati un periodo di transizione, vuoto, senza nome, durante il quale non si svolgevano attività agricole o militari.

Fu il successore di Romolo, Numa Pompilio, a decidere di dare un ordine a questo caos invernale. Introdusse due nuovi mesi: gennaio e febbraio. Etimologicamente febbraio deriva dal latino februare, che significa "purificare". Era infatti il mese dedicato ai rituali di espiazione in onore del dio etrusco Februus e della dea romana Febris.

All'epoca, febbraio era l'ultimo mese dell'anno. Proprio per questa sua posizione a chiusura fu scelto come il mese a cui togliere i giorni necessari per far quadrare i conti con l'anno solare.

Nonostante la riforma di Numa Pompilio, il calendario era ancora impreciso. Per riallinearsi con le stagioni, i romani dovevano aggiungere periodicamente un mese extra, chiamato Mercedonio.

La vera svolta arrivò nel I secolo a.C. con Giulio Cesare. Grazie alla consulenza dell'astronomo Sosigene di Alessandria, fu introdotto il Calendario Giuliano: venne eliminato il Mercedonio e l'anno fu fissato a 365 giorni. Venne inoltre introdotto l'anno bisestile per compensare il disallineamento con la rivoluzione terrestre. Quel giorno venne aggiunto proprio al mese più corto: febbraio.

Esiste una teoria molto popolare, sebbene non confermata storicamente, riguardo alla durata di agosto. Si racconta che in origine febbraio avesse 29 giorni (30 nei bisestili) e agosto ne avesse solo 30.

L'imperatore Augusto, volendo che il mese a lui dedicato (Augustus) non fosse inferiore a quello dedicato a Giulio Cesare (Julius, luglio), avrebbe tolto un giorno a febbraio per aggiungerlo ad agosto. Tuttavia, molti studiosi moderni ritengono che febbraio avesse già 28 giorni fin dalle prime versioni della riforma giuliana.

Il sistema di Cesare era quasi perfetto, ma accumulava comunque un piccolo errore di circa 11 minuti all'anno. Nel XVI secolo, Papa Gregorio XIII intervenne per correggere ulteriormente il tiro, stabilendo le regole attuali per gli anni bisestili (quelli divisibili per 4, ma non per 100, a meno che non siano divisibili per 400). Febbraio è rimasto così il custode di questo giorno particolare.

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