Cerca

Il caso

Corona approda su X e sfida Mediaset: «Contro di me metodi mafiosi e intimidazioni»

L’ex fotografo apre un nuovo profilo dopo i blocchi di Meta e risponde alla causa civile da 160 milioni promossa da Pier Silvio Berlusconi e dai volti di punta dell'azienda

Corona approda su X e sfida Mediaset: «Contro di me metodi mafiosi e intimidazioni»

Fabrizio Corona

La battaglia legale e mediatica tra Fabrizio Corona e il colosso televisivo della famiglia Berlusconi si sposta su un nuovo terreno digitale. Dopo i ripetuti provvedimenti restrittivi subiti su altre piattaforme, l'ex re dei paparazzi ha annunciato ufficialmente il suo approdo su X (l'ex Twitter di Elon Musk), utilizzando il suo primo post per lanciare un attacco frontale verso i vertici di Cologno Monzese.

"La richiesta di rimozione delle mie pagine social, la chiusura del canale YouTube e la pretesa di 160 milioni di euro in sede civile da parte di Mediaset rappresentano atti intimidatori messi in atto con metodo mafioso", ha dichiarato Corona nel messaggio che segna l'apertura del suo nuovo profilo.

L'arrivo sul social network di Musk era stato anticipato dallo stesso Corona attraverso una chat di Telegram, dove aveva scritto: "Sono atterrato su X". Questa mossa segue l'ennesimo oscuramento del suo account Instagram, rimosso dalla piattaforma Meta dopo pochissimo tempo dall'apertura.

Al momento, la situazione sui social resta complessa: Meta continua a monitorare e rimuovere i nuovi profili legati al nome di Corona a causa delle ripetute violazioni delle policy e delle precedenti sospensioni. Questo rende difficile identificare con certezza quale sia il profilo ufficiale. Nonostante i blocchi, Corona ha ribadito su X la sua volontà di non fermarsi, proseguendo con una serie di post critici verso l'azienda.

L'offensiva giudiziaria di Mediaset è scattata nei giorni scorsi con l'annuncio di una massiccia azione legale in sede civile. L'azienda ha richiesto un risarcimento danni, reputazionali e patrimoniali, pari a 160 milioni di euro, rivolgendosi sia contro Corona che contro le società a lui collegate.

L'iniziativa legale vede schierata una compagine di peso: oltre a Mediaset e Mfe (Mediaforeurope), figurano come parti lese Pier Silvio e Marina Berlusconi, insieme a volti di punta della rete come Maria De Filippi, Silvia Toffanin, Gerry Scotti, Ilary Blasi e Samira Lui. Secondo i legali del gruppo, Corona avrebbe messo in atto una "violenza verbale inaudita", basata su un cumulo di "menzogne, falsità e insinuazioni prive di fondamento", agendo senza alcun rispetto per la dignità delle persone coinvolte.

L'azienda ha tenuto a precisare che la controversia non ha nulla a che vedere con il diritto di cronaca rosa o il gossip tradizionale. Mediaset descrive invece un sistema organizzato in cui la "menzogna diventa uno strumento di profitto". Secondo la ricostruzione dei vertici di Cologno Monzese, Corona avrebbe alimentato una vera e propria campagna d'odio studiata per monetizzare migliaia di euro ogni settimana, trasformando la diffamazione in un modello di business sistematico.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.