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I dati
10 Febbraio 2026 - 11:44
Basta un attimo di distrazione per trasformare una vacanza da sogno in un incubo burocratico. Perdere lo smartphone, il portafoglio o i documenti a causa di un borseggiatore non significa solo subire un danno economico ma spesso compromettere l'intero soggiorno.
Uno studio recente condotto da Radical Storage ha analizzato oltre 13.000 recensioni lasciate su Google da viaggiatori internazionali, mappando le città dove borseggi, rapine e frodi sono più frequenti. I risultati delineano una geografia del rischio che vede l'Europa, e l'Italia in particolare, in posizioni decisamente critiche.
In cima alla lista nera c'è Parigi. La Ville Lumière è il luogo in cui i turisti percepiscono il maggior livello di insicurezza. Qui, tra la Tour Eiffel e Montmartre, la criminalità non si limita al furto con destrezza, ma si evolve in vere e proprie messe in scena come il trucco del braccialetto, un venditore lega un laccio colorato al polso del passante in segno di amicizia, per poi diventare aggressivo esigendo un pagamento immediato, o quello dell'anello caduto, un truffatore finge di trovare un anello di valore a terra e cerca di consegnarlo al turista in cambio di una ricompensa in denaro.
Al secondo posto della classifica mondiale si piazza Roma. Il dato che emerge sulla Capitale italiana è allarmante: il 10,7% delle recensioni dei turisti cita esplicitamente furti e borseggi. Ma ciò che preoccupa maggiormente è il trend storico: dal 2019 al 2024, le rapine per mano di borseggiatori sono aumentate del 68%.
I punti caldi restano i mezzi pubblici (linee Metro A e B), le grandi stazioni come Termini e i luoghi simbolo come la Fontana di Trevi, dove la folla oceanica permette ai malintenzionati di dileguarsi facilmente.
Se l'Europa occupa le prime tre posizioni con Barcellona (terza con il 5,3% di segnalazioni), il resto della classifica offre sorprese interessanti: al 4° posto troviamo Bangkok seguita da Orlando, Istanbul, New York e infine, Milano.
Perché proprio ora questo aumento? Gli esperti concordano su due fattori: l'overtourism (l'affollamento eccessivo rende quasi impossibili i controlli capillari) e l'effetto smartphone. I turisti, costantemente impegnati a scattare foto per i social o a consultare le mappe digitali, abbassano drasticamente la guardia sull'ambiente circostante, diventando bersagli perfetti.
In città come Milano e Barcellona, i borseggiatori operano spesso in piccoli gruppi coordinati: uno distrae la vittima (chiedendo indicazioni o urtandola accidentalmente), mentre l'altro agisce.
La scelta della prossima meta turistica dipenderà sempre più da questi dati. Per il viaggiatore, la parola d'ordine resta consapevolezza: zaino davanti, portafoglio in tasche interne e, soprattutto, occhi aperti anche davanti alla bellezza dei monumenti.
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