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Fenomeni astronomici
10 Febbraio 2026 - 22:00
Eclissi solare totale
Martedì 17 febbraio 2026, poco dopo le 13:00 (ora italiana), il cielo sarà teatro della prima eclissi solare dell’anno. Non si tratterà però di un’eclissi qualunque: il fenomeno sarà infatti anulare, con la formazione del suggestivo “anello di fuoco”, quando la Luna coprirà il centro del disco solare lasciandone visibile solo il bordo luminoso.
Lo spettacolo nella sua forma completa, però, sarà visibile solo in un’area estremamente remota dell’Antartide. Nel resto del mondo l’eclissi apparirà parziale o non sarà osservabile.
Dove sarà visibile l’eclissi
La fase anulare, quella più spettacolare, interesserà esclusivamente zone disabitate o quasi del continente antartico. Il fenomeno parziale, invece, potrà essere osservato nei cieli di parte dell’Africa meridionale, Madagascar compreso, e nell’estremo sud dell’America Latina, tra Cile e Argentina.
Visibilità parziale anche sulle isole sub-antartiche, come Georgia del Sud e Isole Sandwich Australi, oltre a porzioni meridionali degli oceani Pacifico e Atlantico.
L’Italia resterà completamente esclusa dall’evento.
Secondo i dati del portale specializzato timeanddate.com, l’eclissi inizierà alle 10:56 ora italiana, quando la Luna comincerà a coprire il Sole.
La fase anulare verrà raggiunta alle 12:42 nella prima area coinvolta, mentre il massimo dell’eclissi è atteso per le 13:12, momento in cui comparirà l’anello di fuoco. La fase centrale terminerà alle 13:41, mentre l’eclissi parziale si concluderà definitivamente alle 15:27.
Proprio a causa della sua traiettoria, l’eclissi del 17 febbraio sarà visibile solo da una minima parte della popolazione mondiale. Si stima che appena il 2,17% degli abitanti del pianeta, circa 176 milioni di persone, potrà osservare almeno una fase del fenomeno.
Ancora più ristretto il numero di chi vedrà un oscuramento significativo: solo lo 0,03% della popolazione mondiale, pari a 2,3 milioni di persone, assisterà a un’oscurazione del Sole attorno al 30%. L’anello di fuoco, di fatto, non sarà visibile a nessuna area densamente popolata.
Al momento non sono previste dirette streaming ufficiali dell’eclissi, probabilmente a causa della posizione estrema in cui si manifesterà la fase anulare. Inoltre, nelle stazioni di ricerca antartiche, il personale tende a lasciare il continente tra fine febbraio e inizio marzo, con il peggioramento delle condizioni meteo.
Questo rende difficile anche la possibilità di riprese amatoriali o scientifiche. L’unica speranza è che alcune webcam fisse possano catturare immagini del fenomeno.
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