Il 13 febbraio si celebra la Giornata Mondiale della Radio, un appuntamento dedicato a uno dei mezzi di comunicazione più longevi e capillari della storia moderna. Una ricorrenza che rende omaggio a uno strumento capace di attraversare epoche, conflitti e rivoluzioni tecnologiche, mantenendo intatta la propria funzione primaria: informare, unire e dare voce.
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La radio ha segnato una svolta radicale nel modo di comunicare. Per la prima volta un messaggio poteva viaggiare senza fili, superando confini geografici e barriere fisiche. Un cambiamento che ha aperto la strada alla comunicazione di massa contemporanea.
Le origini della radio affondano nella scoperta delle onde elettromagnetiche. A trasformare quella scoperta scientifica in uno strumento concreto furono, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, studiosi come Guglielmo Marconi e il fisico russo Aleksandr Stepanovič Popov, impegnati nello sviluppo di apparecchi capaci di trasmettere segnali a distanza.
Il 12 dicembre 1901 rappresenta una data simbolica: fu realizzato il primo segnale radio transoceanico, dimostrazione concreta che la comunicazione senza fili era possibile su scala globale. Da quel momento la radio iniziò un percorso di espansione che la rese protagonista del Novecento.
Durante il secolo scorso divenne strumento di informazione in tempo reale, mezzo di intrattenimento domestico e canale di collegamento tra comunità lontane. La sua economicità, la facilità di accesso e l’immediatezza ne hanno fatto uno dei media più diffusi al mondo.
Nonostante l’arrivo della televisione prima e di internet poi, la radio non ha perso centralità. Al contrario, ha saputo adattarsi alle trasformazioni tecnologiche. Oggi vive anche attraverso web radio e podcast, modalità che ampliano le possibilità di produzione e fruizione dei contenuti.
La sua forza risiede nella capacità di coniugare tradizione e innovazione, mantenendo un linguaggio diretto e accessibile. In un’epoca dominata dalle immagini, la radio continua a puntare sulla potenza della parola e dell’ascolto, elementi che favoriscono concentrazione, immaginazione e partecipazione.
Fin dagli anni Cinquanta la radio è stata utilizzata anche in ambito scolastico, con programmi pensati per accompagnare lo studio e supportare la formazione. Ancora oggi rappresenta uno strumento efficace per sviluppare competenze comunicative, capacità di analisi e spirito critico.
Attraverso la produzione di contenuti audio, studenti e studentesse possono sperimentare linguaggi digitali, imparare a verificare le fonti e acquisire maggiore consapevolezza nell’uso dei media. La radio, dunque, non è soltanto un mezzo di informazione, ma anche un laboratorio di cittadinanza attiva.
A più di cento anni dalla sua invenzione, resta uno strumento attuale e trasversale. Il 13 febbraio diventa così l’occasione per ricordare come un’idea nata dalle onde elettromagnetiche abbia cambiato per sempre il modo di comunicare, continuando a parlare al presente e al futuro.