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la Missione

Da Torino a Mogadiscio: dieci interventi e formazione per la cardiologia pediatrica

L’attività ha previsto dieci procedure interventistiche su bambini con cardiopatie congenite, eseguite in un arco di pochi giorni

Da Torino a Mogadiscio

Si è conclusa nei giorni scorsi una missione della Cardiologia pediatrica interventistica dell’Ospedale Infantile Regina Margherita (OIRM) di Torino a Mogadiscio

Si è conclusa nei giorni scorsi una missione della Cardiologia pediatrica interventistica dell’Ospedale Infantile Regina Margherita (OIRM) di Torino a Mogadiscio, in collaborazione con la struttura ospitante, l’Horjoog Hospital. L’attività ha previsto dieci procedure interventistiche su bambini con cardiopatie congenite, eseguite in un arco di pochi giorni.

L’équipe inviata da Torino era composta da Lisa Bianchino (infermiera di terapia intensiva cardiologica), Daniele Ferrero (anestesista-rianimatore) e Giuseppe Annoni (cardiologo pediatra). La missione, indicata come complessa sul piano logistico, è stata realizzata anche con il supporto dell’Ambasciata italiana, in un contesto in cui sono richieste misure di sicurezza continuative.

Si è conclusa nei giorni scorsi una missione della Cardiologia pediatrica interventistica dell’Ospedale Infantile Regina Margherita (OIRM) di Torino a Mogadiscio, in collaborazione con la struttura ospitante, l’Horjoog Hospital

L’attività ha previsto dieci procedure interventistiche su bambini con cardiopatie congenite, eseguite in un arco di pochi giorni

L’Horjoog Hospital è stato fondato dal medico somalo Shek Yussuf Abdirashid, formato in Italia e specializzato in Cardiologia a Torino. Secondo quanto riportato, nella struttura arrivano con regolarità bambini con patologie cardiache per le quali nel Paese l’accesso a cure specialistiche risulta limitato.

Il progetto è collegato a un percorso avviato nel 2024, quando il cardiologo somalo Mohamed Hussein, iscritto alla International Heart School di Bergamo, ha svolto un periodo di formazione presso l’emodinamica pediatrica del Regina Margherita, diretta da Annoni. Durante la missione, è stato riferito che una parte rilevante delle procedure è stata effettuata dallo stesso Hussein sotto supervisione del team torinese, con l’obiettivo dichiarato di consolidare competenze operative in loco.

Tra i passaggi successivi indicati dall’équipe rientrano la formazione di figure professionali locali, in particolare un’infermiera di terapia intensiva pediatrica e un anestesista-rianimatore pediatrico, per rendere l’attività ripetibile e continuativa. Per la prosecuzione del programma sono in corso valutazioni su finanziamenti e partnership che possano sostenere nuove missioni e il percorso formativo.

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