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12 Febbraio 2026 - 22:35
Dopo mesi di annunci e rinvii, il decreto Energia sarebbe pronto ad approdare in Consiglio dei ministri la prossima settimana. Ad anticiparlo è stato il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, parlando di un provvedimento ormai in chiusura.
Sul tavolo ci sono quasi tre miliardi di euro e, tra le misure confermate nelle bozze circolate nei mesi scorsi, spunta il bonus da circa 55 euro all’anno sulla bolletta della luce destinato alle famiglie considerate vulnerabili.
Lo sconto riguarderebbe le famiglie con Isee fino a 15mila euro. La soglia salirebbe a 20mila euro per i nuclei con almeno quattro figli a carico.
Il contributo si tradurrebbe in uno sconto diretto sulle fatture dell’energia elettrica. E non escluderebbe il bonus sociale già esistente: chi ha un Isee sotto i 9.530 euro e già beneficia dello sconto automatico per luce e gas potrebbe cumulare le due misure.
In sostanza, il nuovo contributo da 55 euro si aggiungerebbe al bonus sociale, senza sostituirlo.
Da quando entra in vigore
Le tempistiche restano il punto più incerto. Se il decreto verrà effettivamente approvato in Cdm nei prossimi giorni, dovrà poi essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale per entrare in vigore.
Non sarà però immediato vedere lo sconto in bolletta. Serviranno infatti provvedimenti attuativi e passaggi tecnici, probabilmente con il coinvolgimento del Ministero dell’Ambiente e di Arera, l’Autorità per l’energia, per definire modalità operative e platea dei beneficiari.
Tradotto: prima che il bonus diventi concreto potrebbero passare settimane o anche mesi.
Il decreto dovrebbe contenere anche interventi per le aziende. Tra le ipotesi, un ristoro da due euro al megawattora per compensare il prezzo del gas italiano, più alto rispetto a quello di Amsterdam, riferimento europeo.
Le risorse arriverebbero in parte dalla vendita di una quota di gas stoccato e in parte dalla tassa europea sulle emissioni di CO2. Si punta inoltre a favorire contratti a lungo termine per l’energia rinnovabile, con garanzia del Gestore dei servizi energetici.
Saltano invece alcune misure più strutturali, come un intervento diretto sugli oneri di sistema o incentivi di lungo periodo alle rinnovabili, ritenuti a rischio di conflitto con le norme europee sugli aiuti di Stato.
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