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Economia

UE aggiorna la lista dei paradisi fiscali: ingresso di Vietnam, Turks e Caicos

Rimossi Figi, Samoa e Trinidad e Tobago, l’aggiornamento rafforza i controlli fiscali su investimenti e transazioni con Paesi non cooperativi

UE aggiorna la lista dei paradisi fiscali: ingresso di Vietnam, Turks e Caicos

L’Unione Europea ha rivisto la sua lista dei Paesi considerati non cooperativi a fini fiscali, aggiornata regolarmente dal 2020. Il Consiglio Ecofin ha deciso, secondo fonti diplomatiche, di aggiungere il Vietnam e l’arcipelago dei Caraibi Turks e Caicos, mentre Figi, Samoa e Trinidad e Tobago vengono rimossi.

Questa lista, istituita nel 2017, identifica le giurisdizioni che non rispettano gli standard internazionali di trasparenza fiscale o che non adempiono entro i tempi stabiliti agli impegni di cooperazione con le autorità tributarie europee.

Controlli più rigorosi su operazioni finanziarie e fiscali

L’inserimento nella lista comporta maggiori verifiche su transazioni e investimenti legati a questi Paesi e può limitare l’accesso a fondi europei. Lo scopo principale è contrastare l’elusione fiscale e impedire trasferimenti artificiali di profitti fuori dall’UE.

Dopo questo aggiornamento, restano 10 le giurisdizioni sotto stretta sorveglianza:

  • Anguilla

  • Guam

  • Isole Turks e Caicos

  • Isole Vergini Americane

  • Palau

  • Panama

  • Russia

  • Samoa Americana

  • Vanuatu

  • Vietnam

Peso politico e cronologia

L’inclusione delle Isole Turks e Caicos ha anche un significato politico: erano state rimosse dalla lista due anni fa, ma i progressi in tema di scambio di informazioni fiscali e lotta a pratiche concorrenzialmente scorrette sono stagnati, giustificando il loro reinserimento.

Dal 2017, l’UE aggiorna regolarmente questa lista per garantire un dialogo costruttivo sulla trasparenza fiscale e per contrastare tassazioni ingiuste e pratiche di elusione. Dal 2020, la revisione avviene due volte l’anno, per monitorare efficacemente i cambiamenti nelle giurisdizioni extra-UE.

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