Nel cuore della Valle Po, in provincia di Cuneo, a pochi chilometri da Saluzzo, esiste un luogo capace di sorprendere anche chi pensa di conoscere bene il Piemonte. Si tratta di Balma Boves, un borgo museo incastonato sotto un’enorme sporgenza rocciosa sul Monte Bracco, nel comune di Sanfront.
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Già il nome racconta la sua essenza: “balma” (o “barma”) significa riparo naturale sotto la roccia. E qui la roccia non è solo cornice paesaggistica, ma parte integrante dell’architettura e della vita quotidiana che per decenni si è svolta in questo luogo straordinario.
A 652 metri di altitudine, lungo il sentiero che si inerpica sul Mombracco (come i locali chiamano il Monte Bracco), appare questo piccolo insediamento rurale che sembra sospeso nel tempo. Le case in pietra dai tetti piatti, adagiate sotto la gigantesca parete rocciosa, ricordano per certi versi i pueblos del Nord America, ma qui siamo nel cuore delle Alpi piemontesi.
Fino alla fine degli anni ’50 e ai primi anni ’60, Balma Boves era un microcosmo agricolo autosufficiente. Ogni spazio era sfruttato con straordinaria intelligenza: abitazioni, stalle, fienili, depositi per gli attrezzi, essiccatoi per le castagne, forno per il pane e lavatoio. Tutto era costruito adattandosi perfettamente alla conformazione naturale della roccia, in un equilibrio totale tra uomo e ambiente. Qui si respirava quella che viene spesso definita la “civiltà del castagno”, un’economia montana fondata sull’autosufficienza e sull’uso sapiente delle risorse naturali: acqua, pietra, legno e frutti della terra.

Dopo l’abbandono da parte degli ultimi abitanti, il sito è stato recuperato grazie a un attento intervento di restauro promosso dal Comune di Sanfront. Oggi Balma Boves è un ecomuseo inserito nel circuito dei Castelli Aperti del Basso Piemonte e rappresenta una delle più rare testimonianze di adattamento dell’uomo all’ambiente naturale.
La visita esterna è libera e accessibile tutto l’anno, mentre gli spazi interni sono visitabili da aprile a settembre, accompagnati da guida. Camminare tra le stanze ancora arredate, osservare gli utensili e gli ambienti perfettamente conservati significa fare un vero viaggio indietro nel tempo.
Il borgo si raggiunge esclusivamente a piedi: l’auto va lasciata nei parcheggi di Sanfront, e già il breve trekking diventa parte integrante dell’esperienza.
La visita a Balma Boves può trasformarsi in una giornata ricca di scoperte. A circa un’ora di cammino si trova il sito di arte rupestre di Roca la Casna, mentre nei dintorni meritano una tappa l’abbazia cistercense di Abbazia di Santa Maria di Staffarda e il suggestivo Castello Reale di Racconigi, storica residenza sabauda immersa in un parco monumentale di circa 170 ettari.

Balma Boves non è soltanto un luogo curioso dal punto di vista architettonico. È un simbolo di resilienza, di armonia con la natura, di memoria collettiva. È la dimostrazione concreta che, fino a pochi decenni fa, esisteva un modo di vivere essenziale, ma incredibilmente equilibrato.
Visitare questo borgo significa riscoprire un passato non troppo lontano e lasciarsi ispirare da una lezione ancora attuale: utilizzare con rispetto ciò che la natura offre, senza sprechi, con ingegno e misura.
In un Piemonte ricco di mete affascinanti, Balma Boves è senza dubbio una delle più sorprendenti. Un museo a cielo aperto che racconta una storia semplice, ma capace di emozionare chiunque scelga di percorrere quel sentiero verso la roccia.