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Spazio
19 Febbraio 2026 - 21:20
Il panorama astronomico del 2026 si prepara a un evento dai contorni drammatici che vede protagonista la cometa C/2026 A1 (MAPS). Scoperta il 13 gennaio scorso grazie alla rete di telescopi in Cile, questa viaggiatrice spaziale si appresta a compiere un passaggio radente che la porterà a soli 160.000 chilometri dalla superficie solare il prossimo 4 aprile. La distanza è talmente ridotta da collocare il nucleo della cometa ben all'interno della corona solare, una regione caratterizzata da temperature e forze gravitazionali estreme che mettono seriamente a rischio l'integrità dell'oggetto celeste.
Questa cometa appartiene alla celebre famiglia delle radenti di Kreutz, frammenti di un antico corpo celeste frantumatosi in epoche remote. La C/2026 A1 si distingue però per un primato scientifico rilevante, essendo stata individuata a una distanza record di circa 300 milioni di chilometri dal Sole, la più ampia mai registrata per questa tipologia di oggetti al momento della scoperta. Il suo nucleo, stimato in circa 2,4 chilometri di diametro, segue un'orbita ellittica impressionante che la porta a raggiungere un punto di massima distanza dal Sole situato a 44 miliardi di chilometri, completando un intero ciclo ogni 1700 anni.
Il destino della cometa resta incerto e affascinante. Se il nucleo dovesse resistere alla violenta sublimazione dei suoi materiali volatili durante il perielio, la luminosità potrebbe superare di 16 volte quella di Venere, rendendola potenzialmente visibile a occhio nudo persino in pieno giorno. Tuttavia, la comunità scientifica avverte che l'ipotesi più probabile resta la disintegrazione totale prima di raggiungere il punto di massimo avvicinamento. Inoltre, la vicinanza prospettica al disco solare durante il picco di luminosità renderà l'osservazione estremamente complessa a causa dell'abbagliamento della nostra stella.
Per chi desidera ammirare l'oggetto prima del rischioso incontro ravvicinato, il periodo ideale per l'osservazione dal nostro Paese parte da oggi e prosegue fino alla metà di marzo. In questa finestra temporale, la cometa manterrà una distanza di sicurezza dal bagliore solare sufficiente a permetterne l'individuazione, prima di tuffarsi definitivamente verso il perielio del 4 aprile. Soltanto il giorno successivo, il 5 aprile, la cometa raggiungerà la minima distanza dalla Terra, a circa 144 milioni di chilometri, svelando finalmente se sarà uscita indenne dalla sua sfida solare.
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