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23 Febbraio 2026 - 13:35
Il decreto bollette, recentemente approvato dal Consiglio dei ministri, introduce misure che potrebbero ridurre i costi dell’energia elettrica per famiglie e imprese di circa 3 miliardi di euro all’anno. Il cuore della manovra è lo scorporo della tassa europea sulle emissioni (Ets) dal prezzo del gas utilizzato per la produzione di elettricità.
Secondo la Relazione tecnica del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, l’applicazione dello scorporo Ets non sarà immediata: la misura entrerà in vigore solo dal 2027 e necessita dell’approvazione della Unione Europea, che potrebbe considerarla un aiuto di Stato.
L’Italia punta però a una revisione complessiva della tassa sulle emissioni, pesante per la produzione elettrica nazionale, basata soprattutto sul gas. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato l’avvio di negoziati sull’Ets nel secondo trimestre del 2026, mentre il ministro Gilberto Pichetto Fratin cercherà di far valere le esigenze italiane.
Oltre allo scorporo dell’Ets, il decreto mira a ridurre gli oneri di trasporto, con un risparmio stimato di circa 900 milioni di euro sulle bollette elettriche, per un totale di 3,9 miliardi all’anno complessivi.
Sul fronte dei bonus, il bonus elettrico da 115 euro per il 2026 interesserà circa 2,64 milioni di famiglie, per un totale di 315 milioni di euro. Altri interventi riguardano le imprese, come la riduzione e dilazione degli incentivi per le energie rinnovabili, stimata in 146 milioni nel 2026 e 292 milioni nel 2027.
L’incremento del 2% dell’Irap per produttori e distributori di gas ed elettricità porterà maggiori entrate per 431 milioni nel 2026, 501,1 milioni nel 2027 e 68,4 milioni nel 2028. Questi fondi serviranno a ridurre i costi di 125 TWh di elettricità per altre imprese, con un taglio del 3,5 €/MWh nel 2026 e del 4 €/MWh nel 2027.
Il taglio degli incentivi alle bioenergie (bioliquidi, biomasse, biogas) genererà un risparmio di quasi 400 milioni nel 2026 e 670 milioni nel 2027, nonostante le critiche delle associazioni agricole.
Per finanziare ulteriori riduzioni sulle bollette delle imprese energivore, il decreto prevede la vendita di un tesoretto di gas da 2,1 miliardi di metri cubi accumulato da Gse e Snam durante la crisi del 2022. Il ricavato stimato è di 609 milioni di euro, di cui 409 milioni destinati alle imprese energivore e i restanti 200 milioni per colmare lo spread tra il prezzo del gas alle borse di Amsterdam (Ttf) e Italia (Psv).
Secondo Renato Mazzoncini, ad di A2A, il decreto avrà un impatto limitato per aziende integrate con diverse fonti e tecnologie, mentre le aziende focalizzate sulle rinnovabili subiranno effetti maggiori.
Dal fronte politico, Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha criticato il decreto per i limiti agli aiuti alle famiglie più povere, definendo le misure “dimezzate” e poco incisive per il ceto medio.
Il decreto bollette 2026 combina interventi su Ets, oneri di trasporto, bonus elettrico, incentivi rinnovabili, bioenergie e gas, con l’obiettivo di ridurre i costi energetici in Italia. Tuttavia, la sua efficacia finale dipenderà dall’approvazione della Commissione Europea e dalle modalità di applicazione pratica per famiglie e imprese.
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