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L'architettura
25 Febbraio 2026 - 22:30
A sud di Milano, tra i binari ferroviari e le tracce di un passato produttivo ancora visibile, Largo Isarco è diventato uno dei laboratori più interessanti di architettura contemporanea in Europa. Qui sorge la Fondazione Prada, un complesso che ha trasformato una ex distilleria dei primi del Novecento in un polo culturale internazionale, capace di coniugare memoria industriale e sperimentazione progettuale.
L’area che oggi ospita la Fondazione era occupata dalla “Società Italiana Spiriti”, attiva dal 1910. Al posto di demolire e ricostruire, si è scelto di intervenire per sottrazione e innesto, mantenendo vive le strutture originarie e integrandole con nuovi edifici. Il risultato è un complesso di circa 19.000 metri quadrati in cui il passato dialoga apertamente con il presente.
Le superfici segnate dal tempo, le murature grezze, le proporzioni industriali non sono state cancellate, ma valorizzate. La riqualificazione urbana ha, così, restituito alla città uno spazio che oggi ospita mostre, installazioni, cinema e attività culturali, mantenendo percepibile l’identità operaia del luogo.
La trasformazione porta la firma dello studio OMA, guidato dall’architetto Rem Koolhaas insieme a Chris van Duijn e Federico Pompignoli. Il progetto ha ricevuto nel 2018 il prestigioso Compasso d'Oro, riconoscimento che ne ha sancito il valore nel panorama del design e dell’architettura internazionale.
L’approccio progettuale non punta a fondere antico e nuovo in un’unica immagine omogenea. Al contrario, mette in scena il contrasto: volumi che si sfiorano senza confondersi, geometrie asimmetriche, superfici opache accanto a pareti vetrate. Le differenze restano leggibili, creando una tensione visiva continua tra orizzontale e verticale, tra cemento e luce, tra memoria e innovazione.
Il complesso unisce sette edifici industriali originari a tre nuove strutture: Podium, Cinema e Torre.
Tra gli elementi più riconoscibili spicca la Torre, alta 60 metri e inaugurata nel 2018. Con i suoi nove piani, propone ambienti dalle proporzioni variabili: alcune sale hanno base trapezoidale, altre rettangolare; le altezze interne crescono progressivamente fino a raggiungere gli otto metri nell’ultimo livello, dove una luce zenitale valorizza le opere esposte. L’ascensore panoramico, inserito nella struttura diagonale, regala una vista inedita sullo skyline milanese. Il Podium è, invece, lo spazio destinato alle mostre temporanee: ampio, luminoso, flessibile, pensato per accogliere progetti espositivi.
C’è poi la suggestiva Haunted House, una palazzina rivestita interamente in foglia d’oro che brilla come un oggetto prezioso nel cuore del complesso. Al suo interno trovano spazio installazioni permanenti di artisti come Robert Gober e Louise Bourgeois, in un dialogo intenso tra architettura e arte contemporanea.
La Fondazione Prada non è soltanto un museo, ma un ecosistema culturale. Oltre alle esposizioni, ospita proiezioni cinematografiche, incontri e attività multidisciplinari. Tra gli ambienti più amati c’è il Bar Luce, progettato dal regista Wes Anderson. L’atmosfera richiama l’Italia degli anni Cinquanta e Sessanta, con arredi in formica, colori pastello e dettagli rétro che evocano il cinema del Neorealismo.
Oggi la Fondazione Prada rappresenta uno dei casi più riusciti di rigenerazione industriale in Italia. Un progetto che dimostra come il recupero del patrimonio esistente possa diventare motore di innovazione, trasformando un frammento di città in uno spazio dinamico, aperto e in costante evoluzione. Qui l’architettura contemporanea non cancella il passato: lo interpreta, lo mette in tensione e lo proietta nel futuro.
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