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28 Febbraio 2026 - 19:15
Trasformare il balcone in uno spazio accogliente e funzionale non è solo una scelta estetica, ma un vero investimento sul valore dell’immobile. Nel 2026, chi desidera rinnovare il proprio affaccio esterno può far leva sulle agevolazioni fiscali previste dal Bonus Ristrutturazioni, all’interno del quale rientrano anche gli interventi sui balconi. Non esiste una misura autonoma chiamata ufficialmente “Bonus Balconi 2026”. Gli interventi dedicati a balconi, terrazzi e logge sono, infatti, compresi nel più ampio Bonus Ristrutturazioni, disciplinato dall’art. 16-bis del Dpr 917/1986.
Si tratta di una detrazione Irpef suddivisa in dieci quote annuali di pari importo. Nel 2026 il meccanismo è chiaro: niente più sconto in fattura né cessione del credito, strumenti ormai superati. L’unica modalità per beneficiare dell’incentivo è il recupero diretto nella dichiarazione dei redditi.
Le percentuali variano in base alla tipologia di immobile:
50% di detrazione per gli interventi sull’abitazione principale
36% di detrazione per lavori su seconde case o altri immobili residenziali
Il limite massimo di spesa è fissato a 96.000 euro per unità immobiliare.
Resta, inoltre, applicabile l’Iva agevolata al 10% sulle prestazioni di servizi e, entro determinati limiti, anche sui cosiddetti beni significativi.
Va ricordato che agevolazioni come il bonus facciate e il bonus verde non sono più operative nel 2026.
Per accedere al beneficio fiscale, gli interventi devono rientrare nella manutenzione straordinaria, cioè devono modificare o migliorare in modo sostanziale l’esistente.
Tra le opere ammesse troviamo:
rifacimento completo della pavimentazione, con materiali o finiture differenti dalle precedenti
impermeabilizzazione e risanamento contro infiltrazioni
consolidamento strutturale di travi e solette
sostituzione dei parapetti, purché con modifiche estetiche o funzionali
installazione di nuove protezioni o elementi architettonici innovativi
In ambito condominiale, l’agevolazione copre anche interventi di manutenzione ordinaria, come:
ripristino dell’intonaco dei frontalini
tinteggiatura delle parti esterne
sistemazione di grondaie e sistemi di smaltimento delle acque
Sono detraibili anche le spese tecniche e accessorie: parcelle professionali, pratiche edilizie (Cila o Scia), perizie, ponteggi, oneri comunali.
Per richiedere il bonus, il primo requisito fondamentale è il pagamento tramite bonifico parlante. Nel modulo devono essere indicati:
la causale del versamento con riferimento all’art. 16-bis del Dpr 917/1986
il codice fiscale del beneficiario della detrazione
la partita Iva o il codice fiscale dell’impresa che esegue i lavori
Se gli interventi comportano un miglioramento energetico, entro 90 giorni dalla fine dei lavori è necessario trasmettere la comunicazione all’ENEA.
È essenziale conservare tutta la documentazione: fatture, ricevute dei bonifici, titoli abilitativi comunali ed eventuali dichiarazioni sostitutive per edilizia libera.
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda il tetto reddituale. Per chi supera i 75.000 euro annui, le detrazioni possono subire una riduzione proporzionata alla situazione familiare. È, quindi, consigliabile valutare con attenzione la propria posizione fiscale prima di avviare i lavori.
Rinnovare il balcone nel 2026 significa non solo migliorare comfort e sicurezza, ma anche incrementare il valore dell’immobile. Grazie al Bonus Ristrutturazioni, è possibile trasformare uno spazio esterno trascurato in un ambiente funzionale e piacevole, sfruttando un incentivo fiscale ancora vantaggioso.
Con una corretta pianificazione dei lavori e il rispetto delle procedure previste, il balcone può diventare davvero un piccolo rifugio personale, senza rinunciare al sostegno del fisco.
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