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Economia
06 Marzo 2026 - 21:53
In Piemonte la presenza delle donne alla guida delle cooperative continua a crescere. Nel 2024 il 27% dei legali rappresentanti delle cooperative aderenti a Confcooperative Piemonte è donna, mentre le amministratrici raggiungono il 31%, percentuali più alte rispetto a cinque anni fa.
Numeri che mostrano come la parità di genere non sia solo un principio, ma anche un indicatore concreto di qualità organizzativa e di solidità nella gestione delle imprese cooperative.
La presenza femminile è particolarmente significativa anche sul piano occupazionale. Le donne rappresentano il 65% degli occupati del sistema cooperativo piemontese, mentre il 48% della base sociale è composto da socie. Dati che confermano un ruolo centrale delle lavoratrici all’interno delle cooperative, non solo dal punto di vista professionale ma anche nella partecipazione associativa.
Accanto ai numeri cresce anche l’attenzione agli strumenti che misurano e certificano la parità. Nel 2025, a livello nazionale, il 48% delle cooperative mostra un forte interesse per la certificazione di parità di genere. Tra queste, il 27% ha già ottenuto la certificazione oppure ha avviato il percorso per conseguirla.
Si tratta di un passaggio importante soprattutto per le realtà più piccole, che spesso dispongono di meno risorse interne ma stanno comunque cercando di trasformare l’attenzione al tema in azioni concrete e verificabili. L’obiettivo è rendere la parità un elemento strutturale dell’organizzazione del lavoro, dei processi decisionali e dei sistemi di valutazione.
Il tema si collega anche al confronto istituzionale. Nel documento presentato in Parlamento da dieci organizzazioni datoriali, tra cui Confcooperative, sul recepimento della direttiva europea sulla trasparenza salariale, viene ribadito il sostegno al principio della parità retributiva. Allo stesso tempo si sottolinea la necessità di criteri chiari e parametri omogenei per confrontare correttamente stipendi e mansioni, evitando interpretazioni ambigue.
Per il mondo cooperativo la questione non è secondaria. Una maggiore trasparenza nelle retribuzioni, se basata su regole condivise, può diventare uno strumento utile per valorizzare i percorsi professionali e riconoscere il merito.
Il sistema cooperativo piemontese prosegue quindi su un percorso già avviato. Per la cooperazione la parità di genere non è un elemento accessorio, ma un indicatore della qualità del lavoro e della governance. E i dati mostrano che il cammino verso una maggiore equilibrio tra uomini e donne nelle imprese cooperative è già in corso.
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